La fotocamera con l'autofocus dopo lo scatto

venerdì 24 giugno 2011


Non serve più mettere a fuoco prima di scattare: la fotocamera di Lytro cattura tutta la luce.


Lytro fotocamera light field messa a fuoco
Lytro è una start-up nata nella Silicon Valley con un obiettivo: portare finalmente sul mercato, a prezzi abbordabili, le fotocamere con tecnologia light field.
Si tratta di un sistema già dimostrato tempo fa che però nessuno è mai riuscito a inserire in una fotocamera di livello consumer.
Se nella fotografia tradizionale viene colta la luce in un dato momento e con una data direzione, una fotocamera light field cattura tutta la luce che si muove in ogni direzione davanti all'obiettivo.

Grazie a un insieme di microlenti poste tra la lente principale e il sensore è possibile catturare e misurare tutta la luce che entra nella fotocamera e la sua direzione.
Ciò rende possibile scattare fotografie senza la necessità di mettere a fuoco il soggetto, poiché l'operazione può essere agevolmente svolta in un secondo momento, ma anche ottenere immagini in condizioni di scarsa luminosità senza l'uso del flash e anche catturare foto in 3D usando un solo obiettivo.
Lytro, che ha raccolto finanziamenti per 50 milioni di dollari, conta di entrare personalmente nel mercato delle fotocamera con una propria linea di prodotti «proposti a prezzi competitivi» come spiega Ren Ng, fondatore dell'azienda.
Per avere un'idea del risultato è possibile utilizzare le immagini dimostrative pubblicate da Lytro. Qui sotto ne riportiamo qualche esempio, su cui basta cliccare per cambiare il soggetto "a fuoco"; altri si trovano sul sito ufficiale.




I dipendenti della società, leader nella sintesi vocale, scrivono a Bernabè per scongiurare la cessione dell'azienda.


Telecom Italia cessione Loquendo
È un gioiellino dell'industria informatica italiana,uno dei pochi rimasti, ma rischia di essere ceduto ad una multinazionale americana.
Si tratta di Loquendo,azienda leader nei sistemi diriconoscimento e sintesi vocale, nata nei laboratori di ricerca Telecom Italia a Torino.

Oggi rischia di essere venduta a una multinazionale americana: per scongiurare questo pericolo i 103 dipendenti hanno scritto una lettera aperta all'AD di Telecom Italia (azienda che controlla Loquendo), Franco Bernabè.
Si teme che questa cessione possa significare la fine dell'azienda stessae che i proventi di un'eventuale vendita non darebbe poi tanto respiro ai conti Telecom Italia, gravati da un forte indebitamento.
Attualmente un accordo quadro tra Telecom e i sindacati esclude le esternalizzazioni di aree e personale Telecom Italia, ma non delle sue dirette controllate: e proprio questo è il caso di Loquendo.


L'azienda brevetta tutte le forme di multitouch: i concorrenti ora rischiano di dover pagare le royalty.


Apple brevetta multitouch
L'ultimo brevettoregistrato da Apple negli USA sta facendo tremare i produttori di smartphone.
La sintesi ufficiale parla di «un'invenzione attuata per combinare un dispositivo multifunzione portatile con un display touchscreen, che comprende la visualizzazione di una porzione di display, dei bordi della scocca e del touchscreen stesso» ma la traduzione è molto più semplice: Apple ha brevettato il multitouch.
Infatti nella descrizione si può leggere anche: «Un gesto di traslazione a N dita viene captato sullo o vicino allo schermo touch. In risposta il contenuto della pagina è spostato per mostrare una nuova porzione del contenuto sul display. Un gesto di traslazione a N dita viene captato sullo o vicino allo schermo touch, dove M è un numero diverso da N».

Non si tratta insomma di "un'implementazione del multitouch" come quelle che l'azienda già aveva protetto ma una formulazione così vaga che in pratica le copre tutte, comprese quelle adottate dai concorrenti.
In quanto approvato, il brevetto è già valido, sebbene limitatamente agli Stati Uniti: ora le aziende che operano in America possono iniziare ad avere paura che da Cupertino partano le richieste di royalty, oppure passare al contrattacco.
L'ampiezza della formulazione è infatti un'arma a doppio taglio: da un lato potrebbe garantire a Apple la proprietà intellettuale su qualunque forma di multitouch; dall'altro rischia di invalidare il brevetto stesso in quanto troppo generico.
Tutto ciò sarà messo alla prova se e quando un tribunale verrà chiamato a giudicare o una violazione del brevetto o la sua eccessiva vaghezza, a seconda di chi inizerà il contenzioso legale.

Più garanzie per chi acquista online

giovedì 23 giugno 2011
Raddoppiano i tempi del diritto di recesso e diventa obbligatoria l'assistenza telefonica.

UE nuove regole acquisti online recesso
«Più sicurezza per i consumatori che effettuano acquisti on-line e regole comuni per le imprese» riassume così Andreas Schwab, relatore al Parlamento Europeo, le nuove normative sul commercio online.
La Commissione Mercato Internet ha approvato quasi all'unanimità una nuova norma che aumenta le tutele per chi compie acquisti in Internet.
Con l'entrata in vigore - che avverrà solo dopo l'approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio dei Ministri dell'Unione - raddoppierà il tempo concesso per esercitare il diritto di recesso (che passerà da 7 a 14 giorni) e i venditori saranno obbligati a fornire un servizio di assistenza telefonica, oltre a dover indicare chiaramente l'eventuale imposizione di clausole vincolanti.
Il diritto di recesso non si applica ad alcuni beni digitali - musica, film,software - e a prodotti realizzati su misura (vestiti, mobili) e può estendersi sino a 12 mesi se le informazioni relative alla procedura di recesso, fornite dal negozio virtuale, sono insufficienti.
Il recapito dei prodotti dovrà avvenire entro 30 giorni, trascorsi i quali l'acquisto potrà essere annullato senza penali; sarà chi vende a dover rispondere di eventuali danni e perdite dei beni in fase di consegna.
Nel mese di maggio il gigante della ricerca taglia il traguardo del miliardo di utenti. Microsoft e Facebook incalzano.

Google miliardo visitatori unici maggio 2011
Un miliardo di visitatori unici in un solo mese sono tanti anche per un gigante come Google, che è riuscita a raggiungere il record a maggio.
Secondo comScore Google nel mese scorso si è non solo confermato quale sito più visitato al mondo, ma ha tagliato il traguardo simbolico del miliardo di visitatori distanziando sia Microsoft (905 milioni) che il più giovane e agguerrito concorrente, Facebook, fermatosi a 714 milioni.
Occorre dire che il gigante di Mountain View è riuscito a ottenere questo risultato grazie a tutti i siti che vi orbitano intorno, come Gmail e YouTube.
In termini di crescita, tuttavia, non è Google l'azienda che segna i risultati migliore: ottiene infatti un gradito +8,4% che però deve vedersela con il +15% di Microsoft e il +30% di Facebook: tutte le percentuali si riferiscono all'aumento dei visitatori in un periodo di 12 mesi.
Subito ai piedi del podio troviamo Yahoo, con 689 milioni di visitatori unici e una crescita dell'11% che non è stata tuttavia sufficiente a evitare il sorpasso operato da Facebook già lo scorso ottobre.
È interessante notare come lo storico delle misurazioni, iniziate nel 2006, mostri il raddoppio dei visitatori di Google in questi cinque anni (allora erano 496 milioni) e anche la crescita, seppure leggermente più contenuta, di quelli di Microsoft (allora in testa con 539 milioni).
Infine, i dati di comScore rivelano anche quali siano i siti su cui i navigatori amano passare la maggior parte del loro tempo.
In testa ci sono sempre i soliti noti - Facebook, Microsoft e Google - esattamente in quest'ordine: sul social network gli utenti hanno passato a maggio 250 miliardi di minuti, mentre sui siti di Microsoft sono rimasti per 204 miliardi di minuti; Google arriva terzo, con 200 miliardi di minuti al mese.
Una Internet e una rete cellulare parallele permetteranno di aggirare la censura.

Obama Internet ombra censura
Gli avvenimenti di questi ultimi mesi in diversi paesi arabi hanno incoraggiato la Casa Bianca e il Pentagono a investire pesantemente in progetti di ricerca e sviluppo di tecnologie che permettano l'accesso alla Rete nonostante le varie censure governative.
In effetti in Iran, Siria, Libia ed Egitto, per impedire alla contestazione di organizzarsi il potere politico-militare ha virtualmente distrutto l'accesso al Internet per gran parte della popolazione.
Perciò, secondo quanto riportato dal New York Times nei giorni scorsi, l'amministrazione Obama starebbe per varare sia una rete Internet "ombra" sia un sistema parallelo di telefonia mobile in grado di sfuggire alle limitazioni imposta dalla censura.
Questo progetto nel solo 2011 costerà circa 50 milioni di dollari; cifra ben spesa, secondo il Segretario di Stato Hillary Clinton, perché «si tratta di difendere la libertà di espressione».
Due milioni di dollari sarebbero stati inoltre stanziati per realizzare una speciale "valigia Internet"comprendente un portatile per la gestione amministrativa del sistema, dischi rigidi, CD per l'installazione e cifratura delle comunicazioni, batteria e antenne.
L'intento sarebbe quello di realizzare con facilità un sistema in grado di coprire larga parte dei territori interessati mediante la creazione di una rete di tipomeshtecnologia che consente ad ogni utente di divenire a propria volta router verso altri utenti.
Una rete così congegnata ha il grande vantaggio di adattarsi modularmente alle esigenze degli utenti che ne costituiscono le maglie.
Inutile precisare che il sistema è stato originariamente pensato per le basi USA in Afganistan, dove il Pentagono ha già stanziato oltre 50 milioni di dollari nell'intento di limitare le interruzioni alla comunicazioni governative da parte dei talebani.
Dotato di schermo da 7 pollici, offre la connettività Wi-Fi e riproduce i video in HD a 720p.

Archos Arnova 7 tablet Android 2.2 Froyo 99 dollar
«Un tablet da 7 pollici a 99 dollari è possibile»: è questo l'ultimo slogan di Archos, che conta di mantenere la promessa con Arnova 7.
Si tratta di un prodotto ancora in sviluppo di cui si hanno solo alcune notizie ma che potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione in un segmento di mercato dove i protagonisti costano intorno ai 500 dollari.
Ovviamente per poter stare al di sotto dei 100 dollari occorre rinunciare ad alcune caratteristiche non indispensabili presenti nei modelli di fascia più alta.
Ecco dunque che Arnova 7 adotta un touchscreen resistivo con una risoluzione di 800x480 pixel, supporta la riproduzione dei filmati in HD fino a 720p (sebbene ancora non ci siano informazioni su processore e RAM) e offre 4 Gbyte di spazio di memorizzazione interno.
È presente unicamente la connettività Wi-Fi e il sistema operativo è Android 2.2 Froyo; inoltre le app aggiuntive si scaricano non dall'Android Marketplace ma da AppsLib.
Il tutto è compreso in un dispositivo spesso 12 millimetri e pesante 340 grammi. La data di lancio ancora non è disponibile.