Lo smartphone riconvertito in microscopio

martedì 23 aprile 2013

Un semplice accessorio trasforma un comune smartphone in un microscopio a fluorescenza.



smartphone microscopio
Microscopi ecitometri a flusso sono tra gli strumenti d'uso più comune in medicina, e anche tra i più utili.
Permettono di identificare i patogeni e le cellule, individuare ibiomarcatori, effettuare la diagnosi di malattie ematiche e via di seguito.
Il problema è che queste apparecchiature non sono sempre disponibili, particolarmente nei Paesi più poveri, e anche quando esistono sono troppo ingombranti per essere portate "sul campo".

Alcuni ricercatori dell'Università della California Los Angeles hanno sviluppato un semplice apparecchio da collegare a un normale smartphone per trasformarlo in un microscopio a fluorescenza o in un citometro a flusso.
Dei LED eccitano le proteine fluorescenti, un filtro di plastica elimina la luce dispersa (creando così lo sfondo scuro) e una lente, frapposta tra il campione e la fotocamera, raccoglie la fluorescenza; per ottenere un citometro c'è una zona apposita in cui inserire il campione.
I suoi inventori ritengono che questa tecnologia possa rivelarsi particolarmente utile nei Paesi del terzo mondo per il monitoraggio dei pazienti positivi al HIV e per l'identificazione di vari patogeni, quali i parassiti eventualmente presenti nell'acqua potabile.

Un grattacielo per catturare i rumori e trasformarli in energia

venerdì 19 aprile 2013


Posizionato vicino alle autostrade, il Soundscraper trasforma il rumore in 150 MWatt.

soundscraper
Chi abita nelle vicinanze di strade molto trafficate ha un nemico contro il quale può fare ben poco: il rumore dei veicoli che passano.
Un gruppo di designer ha partecipato all'edizione 2013 della eVolo Skyscraper Competition con un progetto che permette di trasformare questo inquinamento acustico in energia.

Posizionati nelle vicinanze delle autostrade e dei più trafficati nodi ferroviari, i Soundscraper(così è stato battezzato il progetto) sono caratterizzati da una superficie esterna coperta da un doppio strato di materiali, separato dalla facciata vera e propria da un telaio metallico.
Ogni Soundscraper dispone di 84.000 elementi elettroattivi che coprono il telaio e "raccolgono" i rumori tramite dei sensori chiamai Parametric Frequency Increased Generators; le vibrazioni generate dal rumore vengono poi convertite in energia cinetica, che a sua volta è poi trasformata in elettricità, da conservare in batterie o immettere nella rete principale.

Il gruppo che ha ideato il progetto stima che un Soundscraper possa produrre 150 MW in una città densamente popolata, ossia circa il 10% del fabbisogno energetico per l'illuminazione di una città come Los Angeles.
La costruzione di diversi Soundscraper permetterebbe quindi di ridurre l'utilizzo delle fonti tradizionali e ridurre anche le emissioni nocive per l'ambiente.
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E' questa la scocca posteriore dell'iPhone "low cost"?

giovedì 18 aprile 2013

Da diversi mesi circolano indiscrezioni secondo cui Apple, insieme al prossimo iPhone (5S o 6 che sia), potrebbe lanciare sul mercato anche un iPhone “low cost”, realizzato con materiali meno nobili, per cercare di contrastare il dominio incontrastato di Android nel segmento “medio/basso”.
Il sito Tactus.com ha pubblicato uno foto di quello che potrebbe essere la parte posteriore di questo nuovo iPhone economico. La scocca, probabilmente in policarbonato, ha gli spigoli leggermente arrotondati. Sul lato si trovano le fessure per i tasti del volume e del mute mentre il posizionamento della fotocamera sembrerebbe simile a quello di iPhone 5 con il flash LED ed il foro per il microfono. Secondo la fonte, questo iPhone dovrebbe essere disponibile in diverse varianti di colore.
iPhone economico
Dal punto di vista hardware, invece, Apple si dice che potrebbe utilizzare un processore A5 ed una fotocamera da 5 megapixel. Per quanto riguarda il display ci sono due correnti di pensiero: o un retina da 3.5 pollici oppure un 4 pollici.

l'HTC First e FacebookHOME, il launcher del Social network

giovedì 4 aprile 2013
Con immediato lancio, è già disponibile il sito ufficiale del programma Facebook Home lanciato in esclusiva con un nuovo HTC, chiamato First.
L’HTC first è dotato di un processore dual core  Qualcomm Snapdragon 400 (8930AA), 1GB di memoria RAM, 16GB di memoria integrata espandibile, un display da 4.3 pollici con risoluzione di 1280x720 pixel, fotocamera da 5 megapixel con sensore BSI f2.0 e lente da 28mm, fotocamera frontale da 1.6 megapixel con sensore BSI, sensori di prossimità e di luminosità, giroscopio,  accelerometro a tre assi, batteria da 2000mAh, supporto alle reti quadribanda GSM/GPRS/EDGE, quadribanda UMTS/HSPA/HSPA+ e dual band LTE (850/1900MHz), Wi-Fi 802.11 a/b/g/n, microUSB 2.0 e Bluetooth 4.0 BLE.

Ecco il video di lancio:



Con l'HTC First, Facebook Home non potrebbe essere migliore. Non è necessaria nessuna configurazione: basta accenderlo, accedere a Facebook e tutti i tuoi amici saranno lì. Il telefono è disponibile nei colori nero opaco, bianco, rosso e blu chiaro, con uno schermo da 4,3", una fotocamera da 5 megapixel sul retro e funzionalità LTE integrata. In esclusiva da AT&T. Disponibile a partire dal 12 aprile negli Stati Uniti.
Queste le dichiarazioni di Facebook. In stile Nokia, sarà disponibile in diverse colorazioni.


Hai già un Android? Scarica Home gratis.

"Per iniziare a usare Facebook Home sul tuo Android bastano 3 passaggi. Aggiungi le applicazioni Messenger e Facebook per completare il quadro. Facebook Home per Android potrà essere scaricato dal Play Store di Google su determinati dispositivi, tra cui HTC One X, HTC One X+, Samsung Galaxy S III e Samsung Galaxy Note II.
Scaricalo gratuitamente dal 12 aprile."

In sintesi, questo è il messaggio che fuoriesce dal nuovo portale HOME di Facebook. A presto, su tutti i telefonini! Per maggiori informazioni, reindirizzo alla pagina ufficiale di presentazione del nuovo programma di Facebook.


Streaming dalla sede dell'azienda in California - SEGUI LA DIRETTA



Alla vigilia dell'evento organizzato da Facebook per oggi, su cui non si hanno informazioni certe, scappano in rete le foto di un eventuale smartphone del social network. Sono state pubblicate su Twitter da @evleaks e mostrano quello che potrebbe essere il Facebook Phone in collaborazione con Htc. Si chiama Htc First, dove la scritta First e' in un sospetto colore blu, come quello che contraddistingue il social network.


Quando il nome f la differenza: INKULATOR

giovedì 14 marzo 2013
Il Windows Store, che ha debuttato ufficialmente cinque mesi fa, è in continua crescita visto il grande interesse mostrato dagli sviluppatori anche di un certo spessore. Cosa può accadere se una software house Canadese rilasciasse un’app nello Store americano e quella stessa app venisse rilasciata anche in quello italiano? La risposta è abbastanza banale: molto semplicemente l’app viene visualizzata anche nel nostro Store, tradotta o meno. Ma cosa può accadere se il nome dell’app fosse un po’ ambiguo?

Inkulator

È il caso di SurfaceSoft e la sua app “Inkulator“, resa ormai celebre in Italia per il suo nome abbastanza bizzarro, per non usare altri termini. Ovviamente si sono scatenati fior di articoli su vari blog e addirittura un appunto su un sito autorevole come Repubblica.it. Purtroppo in questi casi, spesso, si cade nell’informazione da Novella2000 (senza offesa per il giornale di gossip) e quindi vediamo di far un po’ di chiarezza, anche per rispetto degli sviluppatori.
L’applicazione, innanzitutto, non è stata creata da Microsoft come qualcuno ha scritto e poi corretto. Essa è stata realizzata per eseguire i calcoli matematici in un modo più “cool” (astenersi maliziosi) utilizzando la nostra grafia e lasciando al software l’interpretazione delle espressioni matematiche di livello base. Il nome dell’applicazione, ufficialmente, è rappresentato dall’unione di due parole: ink e calculator, ovvero inchiostro ecalcolatrice. Purtroppo proprio quest’unione inglese ha generato una certa attenzione sull’app.
Tratto Da WBlogItalia

Il Kinect invece del mouse

giovedì 7 marzo 2013

L'innovativa modalità di interazione sostituirà il mouse sui PC. Grazie alle nuove gesture è possibile effettuare lo zoom, scorrere le schermate e anche cliccare.

kinect mano mouse
Alla TechFest 2013 che si tiene presso il quartier generale di Microsoft a Redmond è possibile dare un'occhiata alle tecnologie su cui il reparto Ricerca e Sviluppo sta lavorando.
Tra queste c'è un importante aggiornamento del Software Development Kit per Knect, la periferica per Xbox 360 che consente di sostituire il controller con il corpo stesso dei giocatori.

Sebbene l'abbinamento tra Kinect e Xbox sia naturale, sin dal lancio della periferica c'è stato chi ha intravisto le potenzialità possedute da Kinect per introdurre innovative modalità di interazione con il Pc.
Microsoft stessa, in seguito, ha rilasciato il SDK per poter sviluppare applicazioni che consentano di utilizzare Kinect con un normale computer, e ora - in attesa del lancio di Kinect 2, probabilmente in concomitanza con quello della nuova Xbox - è tempo di mostrare quali nuove possibilità si aprono.
La tecnologia mostrata alla TechFest permette di migliorare decisamente la capacità di individuazione e tracciamento delle mani posseduta da Kinect: la versione migliorata permette di utilizzare le mani per eseguire delle gesture come quelle rese famose dai touchscreen di tablet e smartphone.
Gli utenti possono così, per esempio, allontanare le mani per effettuare lo zoom o muoverle per far scorrere le schermate, in pratica eseguendo quelle funzioni che finora richiedevano un touchpad o un mouse.
Microsoft ha anche mostrato come un gioco disponibile per Windows 8 - Jetpack Joyride - sia perfettamente utilizzabile adoperando Kinect e le funzionalità introdotte dal nuovo SDK.
L'aggiornamento che permette di sfruttare queste possibilità - ma solo su Kinect per Windows - è atteso nelle prossime settimane e introduce gesture equivalenti al click del mouse: le periferiche tradizionali sembrano avere i giorni contati.
Qui sotto, il video dimostrativo realizzato dal sito The Verge.