Gmail Motion esiste davvero - PESCE D'APRILE!

martedì 5 aprile 2011

Il "pesce d'aprile" di Google non è più una bufala: alcuni ricercatori l'hanno realizzato sul serio.


Gmail Motion pesce d'aprile google USC
Ogni anno Google non resiste al richiamo del pesce d'aprile e gioca uno scherzo a chi naviga nel web.
L'anno scorso aveva deciso di cambiare nome in Topeka; quest'anno ha lanciago Gmail Motionl'interfaccia gestuale che permette di controllare la posta elettronica con movimenti del corpo quantomeno bizzarri.
Ciò che Google forse non immaginava è che un esperimento del genere è stato tentato davvero, e non per scherzo.

A pensarci sono stati alcuni ricercatori dell'Università della California del Sud utilizzando un sensore di movimento a basso costo e ampiamente disponibile, ossia Kinect.
Il progetto è nato come semplice esperimento ben prima che Google lanciasse il proprio scherzo e non aveva alcuna finalità pratica se non lo sviluppo di un software che permettesse di controllare le applicazioni d'uso quotidiano con il corpo, facendo a meno di mouse e tastiera.
Il video che riportiamo qui sotto mostra questo programma, che i più curiosi possono scaricare dal sito ufficiale, all'opera.



Qui sotto, invece, ecco il video che illustra Gmail Motion come l'ha inteso Google.




Sony conferma indirettamente che sarà proprio lei a fornire i sensori delle fotocamere per l'iPhone.


Apple iPhone 5 Sony fotocamera sensore 8 megapixel
Parlando del terremoto che ha colpito il Giappone, Howart Stringer - CEO di Sony - si è lasciato sfuggire un'informazione interessante.
Pare che sarà l'azienda giapponese a fornire i sensori per la fotocamera posteriore dell'iPhone 5.
Stringer ha infatti spiegato che il terremoto ha colpito anche lo stabilimento Sony di Sendai, dove per l'appunto vengono realizzati sensori per fotocamere.
Per questo motivo, la fornitura di sensori da 8 megapixel destinata a Apple subirà dei ritardi.

30 anni fa Osborne 1, il primo portatile

Aveva uno schermo da 5 pollici, due lettori di floppy e pesava quasi 11 kg.

Osborne 1 30 anni
Il 3 aprile 1981 è la data di nascita ufficiale del primo "portatile" al mondo (anche se forse sarebbe meglio etichettarlo come"trasportabile", viste le dimensioni).
Era l'Osborne, creato da Adam Osborne e mostrato in quell'occasione alla West Coast Computer Faire di San Francisco.
L'Osborne 1 disponeva di una CPU Zilog Z80 a 4 MHz, due drive per floppy a singola faccia, schermo CRT da 5 pollici, 64 Kbyte di RAM.
Era dotato inoltre di una maniglia che permetteva al suo proprietario - alleggeritosi di 1.795 dollari per averlo, software compreso - di trasportarne i quasi 11 chili.


La nuova dimensione della condivisione nell'economia italiana.


Roberta Carlini, giornalista freelance
L'Economia del noi, l'Italia che condivide è un saggio di Roberta Carlini, già vicedirettore del quotidiano Il Manifesto (dal 1998 al 2003) e collaboratrice de L'Espresso, che esce in questi giorni per Laterza Editore nei suoi Saggi tascabili.
Il tema è quello di un'Italia diversa da quella un po' pigra, statica, vecchia, ripiegata sul suo oggettivo impoverimento e sui suoi scandali di ogni tipo, spesso specchio di un'avidità smodata e di un povero egoismo.
E' l'Italia dei gruppi di acquisto, del prestito in Rete per usi sociali fatto da tanti piccoli e piccolissimi risparmiatori; è l'Italia del riciclo dei Pc per i Paesi più poveri e dell'open source, condiviso e gratuito.
Si racconta l'esperienza ormai molto nota e consolidata della Banca Etica ma anche quella meno nota di Prestiamoci, una piattaforma on line di social lending fondata dal giovane volontario cattolico Mariano Carozzi di Ivrea insieme a 6 amici, partendo da un capitale iniziale di 1 milione di euro.
A chi viene prestato il denaro non si chiedono solo i requisiti di affidabilità, ma si viene valutati favorevolmente anche se si è giovani e mai entrati nel circuito del credito. Il primo finanziamento è andato ad un ragazzo appena laureato, aspirante regista per girare un documentario a Sarajevo.

Sempre in Rete è nato il progettoNuove comunità economiche, con più di 4.500 iscritti e una cinquantina di progetti come documentari, progetti artistici, inchieste, libri. Non siamo nel campo del credito ma delle micro donazioni: con 500 quote da 6 euro l'una, per esempio, si è finanziato L'ora d'amore, film documentario su vita e sessualità in carcere.
Bellissima è l'esperienza riportata di Binario Etico, cooperativa fondata da Ruggero Russo, ingegnere elettronico di 36 anni, che lavora e dà reddito ai suoi soci, senza tradire l'adesione al credo del free software e del no copyright. Nei laboratori pieni di vecchi Pc di Binario Etico si riciclano i computer, installandovi il software libero e aiutando gli utenti a capire come funziona.
C'è la testimonianza di Mauro Fava, di mestiere programmatore web e attivista del Linux Group di Roma, e di Massimo Banzi, ingegnere e insegnante nella scuola, con la scheda Arduino, di cui sono state vendute 50.000 copie a 26 euro l'una, per diffondere nelle scuole il free software; ma sul loro sito c'è anche tutto il necessario per farla: schemi, progetti, software.
Il libro si conclude con una riflessione su come proprio la Rete - con l'esperienza di Wikipedia, dei siti di citizen journalism, con il free software - stia introducendo nel sistema capitalistico e nell'economia di mercato il virus benigno dell'economia del dono e della condivisione.



Titolo: L'economia del noi
Sottotitolo: L'Italia che condivide
Autore: Roberta Carlini
Editore: Laterza
Prezzo: 12 euro

Eric Schmidt restituisce al fondatore dell'azienda il posto di CEO.


Larry Page CEO Google Eric Schmidt
Da oggi inizia per Google una nuova epoca: Eric Schmidt lascia il posto di CEO a Larry Page, confondatore insieme a Sergey Brin.
Il passaggio delle consegne è avvenuto in maniera morbida e coglie tutt'altro che di sorpresa: era già stato annunciato alla fine di gennaio, lasciando così il tempo al mondo - e alle Borse - di digerire la notizia.
Dopo 10 anni di servizio come amministratore delegato, Schmidt assume la carica di presidente esecutivo e, in questa nuova veste, gestirà i rapporti esterni con le aziende e con i governi.
Al successore Schmidt ha fatto i propri auguri, scrivendo sul blog ufficiale di essere "enormemente orgoglioso del mio ultimo decennio alla guida dell'azienda, e sono più che certo che con Larry i prossimi 10 anni saranno ancora migliori".

Spetta dunque ora a Larry Page guidare il colosso da 25.000 dipendenti da lui fondato nel 1998, assumendo nuovamente una posizione aveva già ricoperto fino al 2001, quando passò il testimone a Schmidt.
"Larry è responsabile delle operazioni quotidiane di Google, così come dello sviluppo dei principali prodotti del gruppo" recita ora la pagina ufficiale, già aggiornata al nuovo organigramma: ciò significa che dovrà per lo meno eguagliare i brillanti risultati - testimoniata dalla crescita dell'azienda - ottenuti dal suo predecessore.

Tremonti: meglio avere vecchia IRI e grande MEDIOBANCA

sabato 2 aprile 2011


CERNOBBIO, 2 APR – Meglio la vecchia Iri degli spezzatini di oggi, frutto delle privatizzazioni delle vecchie partecipazioni statali, per contrastare l’offensiva francese su Parmalat ed Edison, ma anche per sostenere un confronto che «non è più tra stati, ma tra Continenti». È la provocazione del ministro dell’Economia dal Workshop Ambrosetti di Cernobbio, dove poche ore prima il vicesegretario del Pd Enrico Letta aveva affermato che «una nuova Iri per piccoli interventi guidati dalla politica non aiuta il sistema».
Tremonti, che si è detto «orgoglioso della mia bandiera», ne ha avute anche per i francesi di Lactalis, che ieri avevano criticato «la decisione illegittima e priva di motivazioni presa dal cda di Parmalat» di rinviare l’assemblea da aprile a giugno come previsto dal decreto anti-opa. «»Presenteremo all’Ue un disegno di legge identico a quello dei francesi – ha detto -, anzi, lo presenteremo scritto in francese«. Tremonti ha poi aggiunto una citazione latina: ‘Simul stabunt, simul cadent’ (insieme stanno e insieme cadranno, Ndr). »Così – ha lasciato intendere – se cade uno…«. Riguardo alla »vecchia Iri«, secondo il ministro, è uno strumento che l’Italia utilizzava, insieme alla »grande Mediobanca« di Enrico Cuccia, per rapportarsi con interlocutori più grandi, strumento che ad oggi non ha trovato un sostituto.
»Quello che vediamo fuori – ha spiegato – è evidente che la concorrenza e i rapporti economici sono tra continenti e non più tra Stati« e soltanto l’economia tedesca »parla come un gigante tra giganti, mentre noi continuiamo a fare gli spezzatini« e »una ex-municipalizzata – ha detto riferendosi A2a (ex Aem e Asm Brescia, ndr) – deve confrontarsi con un monopolio pubblico«, ossia i francesi di Edf che stringono su Edison. Comunque il fondo Cdp non sarà solo su Parmalat: »Abbiamo fatto un grande fondo in Italia per realizzare dei progetti, ne abbiamo fatto qualcuno, ma ne vedo altri in prospettiva«. La la Cassa Depositi e Prestiti nell’idea del ministro si potrà muovere come il fondo strategico industriale francese (Fsi).
»La nuova norma – ha spiegato Tremonti – prevede la possibilità per la Cdp di fare un fondo identico a quello strategico francese«. Un’operazione affiancata dal lavoro delle banche, come ha ricordato l’ad di Unicredit Federico Ghizzoni, che ha parlato delle lettera inviata ieri da Intesa Sanpaolo, Piazza Cordusio e Mediobanca al cda di Parmalat. »Lo scopo – ha spiegato il banchiere – è quello di vedere se riusciamo a creare un’alternativa a Lactalis.
Vedremo nei prossimi mesi«. Quanto ad un possibile intervento finanziario, l’ad si è mantenuto cauto »È troppo presto per parlarne, a momento c’è la lettera in cui c’è una disponibilità delle banche a fare advisor sul complesso dell’operazione, poi vediamo come l’operazione volge«.

Google fa il verso a Delicious

venerdì 1 aprile 2011

+1 è una via di mezzo tra il pulsante "Mi piace" di Facebook e il noto servizio di social bookmarking.


Google pulsante +1 Mi Piace Facebook delicious
Anche Google ha il proprio pulsante Mi piace; la differenza, rispetto a quello di Facebook, è che si chiama +1.
+1 è l'ultimo tentativo degli sviluppatori di Mountain View di rendere più "sociale" la ricerca di informazioni in Internet.
Cliccando sul pulsante, che appare di fianco a ogni risultato o pubblicità, si dà una preferenza a un determinato link e si condivide il porprio apprezzamento con i contatti, dato che la scelta - comunque pubblica - apparirà nei loro risultati.

Ciò significa, naturalmente, che per utilizzare questa funzione occorre avere un account e un profilo Google; inoltre, al momento occorre attivare il pulsante dai Google Labs.
"La bellezza del +1 è la sua rilevanza"spiega il post sul blog ufficiale di Google."Si ottengono le raccomandazioni giuste (perché arrivano da persone di cui ci importa), al momento giusto (proprio quando si stanno cercando informazioni su quell'argomento) e nel formato giusto (come risultati di una ricerca)".
In futuro, +1 potrà apparire anche al di fuori dei siti legati a Google, esattamente come il pulsante Mi piace di Facebook si trova ormai dappertutto.
Il fatto che i +1 siano pubblici (l'utente può scegliere di condividere con il mondo la scheda a loro dedicata nel profilo) fa di questo servizio una funzionalità simile a Delicious, il sito di social bookmarking acquisito da Yahoo e sul cui futuro sembrano tuttora pesare delle nubi.
Al momento, +1 è abilitato soltanto sulla versione americana del motore di ricerca.