Nokia: Microsoft non ci comprerà!

domenica 5 giugno 2011

nokia + microsoft
Dopo settimane di rumour, indiscrezioni e ipotesi su un possibile acquisto della divisione mobile phone del colosso finlandese da parte dell’azienda di Redmond, Stephen Elop - CEO di Nokia - smentisce in un’intervista: sono voci prove di fondamento.
“Il blogger russo è convinto dell’acquisizione e svela anche l’ammontare dell’operazione: 19 miliardi di dollari”




Solo indiscrezioni? - La voce su un possibile acquisto di Nokia da parte di Microsoft arrivava Edlar Murtazin, un blogger russo piuttosto attendibile. Aveva predetto l’accordo su Windows Phone 7 tra le due aziende già verso la fine dell’anno scorso -annunciata poi nel febbraio del 2011 - e adesso è convinto che Microsoft comprerà la divisione telefonia di Nokia entro l’anno. Nokia ha già smentito su Twitter, ma il carosello di rumour, indiscrezioni e ipotesi non accenna a fermarsi.
Non siamo in vendita! - Stephen Elop - CEO di Nokia - in un’intervista rilasciata alla CNBC definisce le voci che circolano sull'acquisto del colosso finlandese da parte di Redmond assolutamente “prive di fondamento”. Murtazin, il blogger, comunque non demorde e nei giorni ha pure twittato il costo dell’operazione: 19 miliardi di dollari.

ATTENZIONE: svelato Windows 8!!

sabato 4 giugno 2011

Windows da toccare.Windows 8 non è più un soltanto un progetto. La nuova versione del sistema operativo è in sviluppo e già mostra segni di vita attraverso schermate e video. E, dato più importante, ha un codice genetico già chiaramente definito: funzionerà, in versioni diverse e dedicate, sia sui computer tradizionali che sui tablet e gli smartphone. Un cambio di passo sicuramente importante per Microsoft, che finora ha sempre distinto marcatamente le versioni di Windows per pc e quelle dedicate ad altre tecnologie. Stavolta sotto la bandiera di Windows 8 si raccoglieranno le versioni specifiche per computer e quelle per smartphone e tablet, con un unico denominatore: estese capacità "touch", il tocco prima di tutto. Naturalmente sui pc non si abbandoneranno mouse e tastiere o altri dispositivi. Windows 8 supporterà tutto, ma l'impronta sarà quella di un sistema operativo contemporaneo, se non futurista. Ci sarà compatibilità tra dati, ma le applicazioni native saranno diverse a seconda di quale strumento si utilizzerà. Avremo insomma Office per Pc e Office per i tablet, due cose distinte e ottimizzate per la tecnologia che le ospiterà, ma i dati saranno ovviamente trasferibili e gestibili in tutti i sensi.
Le prime rivelazioni su Windows 8 arrivano da Steve Sinofsky, responsabile del settore Windows e Windows Live di Microsoft, che ha mostrato immagini e video del nuovo Os 2 alla conferenza di settore D9. Un modo per anticipare Apple, che lunedì prossimo svelerà il nuovo MacOs Lion e iO5, due prodotti molto vicini ma ancora distinti, mentre Microsoft punta all'unificazione delle piattaforme fisse e mobili. L'ispirazione per Windows 8 arriva chiaramente da Windows Phone 7, l'ultimo Os mobile rilasciato da Redmond. I modelli di comportamento appaiono molto simili, con delle grandi schede colorate "vive" con le applicazioni, dentro schermate tematiche. Ci sarà anche un negozio di applicazioni integrato nel sistema operativo, come è già in MacOs X. Redmond non lesina sulle innovazioni, recupera terreno e incendia le polveri per la prossima battaglia delle piattaforme.

Dai Pc ai tablet, la "Windows experience" sarà contigua. L'idea di Microsoft è mantenere una continuità tra le varie versioni sulle varie piattaforme, a differenza di com'è oggi: Windows 7 e Windows Phone 7 sono prodotti significativamente diversi. Ma per garantire una scalabilità su processori e tecnologie così vaste, il "motore" nel cofano di Windows sarà quindi profondamente cambiato. Ma quello che l'utente percepirà è una rivoluzione nell'utilizzo del sistema operativo. Come si vede nel video dimostrativo, Microsoft punta ai touch computer e ai tablet, e anche se all'inizio Windows 8 sembrerà tutto meno che il "caro vecchio" Os di casa Microsoft, molto probabilmente l'esperienza d'uso sarà più immediata. L'importante sarà mantenere un ponte tra come è Windows oggi e come sarà domani, una delle sfide più impegnative per Microsoft. L'interfaccia dovrà essere adattabile a qualunque tipo di utente e alle esigenze più disparate. E lo sarà: una delle schede colorate è già ora un'applicazione che porta sullo schermo un desktop tradizionale, così come lo conosciamo. Tutti i vecchi programmi e le applicazioni funzioneranno in questa modalità. Per le nuove applicazioni, lo sviluppo dovrà essere orientato su Html5 e Javascript, mentre Silverlight sarà incorporato nel browser. Gli applicativi "seri" funzioneranno come su Win 7, e i requisiti di sistema della versione 8 non saranno molto più esosi di quelli richiesti dalla versione attuale. Non c'è ancora una data di lancio prevista, ma l'ipotesi più probabile è nella seconda metà del 2012.

Controllo sui tablet.  Secondo Bloomberg, Microsoft ha intenzione di controllare da vicino lo sviluppo hardware dei tablet su cui funzionerà Windows 8. L'idea in questo caso sembra essere simile a quella che regola Apple e il suo iOs, mantenere un'esperienza utente impeccabile garantendo aderenza perfetta tra hardware e software. Redmond avrebbe chiesto alle aziende produttrici di chip di stringere accordi per i prossimi tablet solo con due specifici produttori, e avrebbe imposto controlli severi sul funzionamento dei chipset e sulle performance. Una mossa che ha generato qualche polemica tra le aziende produttrici di componentistica, ma che per Microsoft ha senso: se su Intel e Amd Windows è un ambiente consolidato, le nuove architetture Arm e Windows sono un binomio nuovo, alla cui unione armoniosa Redmond tiene in modo particolare. Insomma, microsoft non vuole bug e libere interpretazioni. Anche qui, il successo del "protocollo Apple" ha le sue influenze.

L'hacker al volante

venerdì 3 giugno 2011


Arrestato il pirata informatico reo di aver distribuito software illecito per la consultazione dei database del Pubblico Registro Automobilistico.



Gli investigatori del CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) hanno arrestato il pirata informatico di Olbia che commercializzava in rete il software UrbanPra; tale software consentiva di effettuare un numero illimitato di visure su intestatari e targhe di autovetture mediante accessi illeciti alla banca dati del Pubblico Registro Automobilistico.
Il cyber criminale, accusato di furto d'identità digitale e commercializzazione su ampia scala di informazioni sottratte da banche dati di interesse pubblico, si è avvalso di una massiccia campagna spammatoria per pubblicizzare il proprio software.
La truffa era davvero ben architettata: l'inganno faceva leva sulla possibilità di equivoco che il termine pubblico può ingenerare. Ecco un esempio di email inviata per adescare possibili clienti:

Vuoi sapere in tempo reale a chi è intestata una macchina conoscendo il numero di targa? Con Urban-Pra puoi inserire il numero di targa di un autoveicolo e scoprire immediatamente a chi è intestata, nome, cognome, indirizzo, storico proprietari, telaio, dati anagrafici, etc. Una visura al pra ti costerebbe 19,20 euro: con il nostro programma Urban-Pra puoi chiedere tutte le visure che vuoi pagando solo 49 euro.Un utente poco accorto, pensando che i dati del Pubblico Registro Automobilistico fossero in sostanza pubblici, era indotto in buona fede ad attivare la licenza del programma per risparmiare un po' su eventuali visure da effttuare successivamente.
La truffa è stata scoperta grazie a una segnalazione dei vertici della dirigenza Aci, che ha in carico la gestione dei sistemi informatici con i database del Pra.

La banda stretta secondo Francesco Caio

giovedì 2 giugno 2011


I nodi dello sviluppo digitale nel nostro Paese.


Francesco Caio è stato amministratore delegato di Omnitel e di Cable & Wireless e rimane uno dei manager italiani delle Telco (e non solo) più stimati e apprezzati all'estero, ma non è profeta in patria. Lo rivela nel suo ultimo libro, Banda stretta, appena uscito per la BUR Rizzoli e scritto insieme a Massimo Sideri, giornalista economico del Corriere.
Nel libro, scritto con signorilità e senza risentimenti personali, Caio racconta come il suo piano per lo sviluppo della banda larga nel Regno Unito sia stato preso sul serio dal governo inglese.
Un piano analogo commissionato dal governo italiano, rivela Caio, è rimasto finora nel cassetto dei sogni, nonostante gli annunci di una società ad hoc costituita.

Le due situazioni, quella inglese e quella italiana sono profondamente diverse, come le descrive lo stesso Caio: in Inghilterra i gestori Tv, pubblici e privati, sono protagonisti dello sviluppo della banda larga. In Italia, invece della Tv via cavo si è puntato tutto - per volontà politica precisa di destra e sinistra - sul digitale terrestre e sul satellitare.
E' vero che la crisi di bilancio non consente allo Stato italiano di investire ma i costi - un miliardo di euro per gli scavi - avrebbero un forte ritorno, subito in termini di lavoro per le imprese.
Sempre Caio afferma, in un linguaggio piano e facile, per niente "economichese" e politichese, che la privatizzazione di Telecom Italia (che non vuole investimenti senza ritorni immediati) sia un freno oggettivo per lo sviluppo della banda larga.
La rete di nuova generazione rappresenterebbe invece un forte risparmio in termini di riduzione dei costi di manutenzione, che anche gli investitori privati e gli azionisti Telecom dovrebbero valutare seriamente.
Senza Stato, senza finanziamenti pubblici e regole pubbliche, la banda rimarrà stretta e il futuro del Paese sarà difficile, gramo e avaro di opportunità lavorative qualificate per i nostri giovani: è questa la ricetta del libro, di cui consigliamo la lettura a numerosi nostri politici.

Microsoft: Android è una grande fonte di guadagno

mercoledì 1 giugno 2011

microsoft htc android
Lo sapevate che una delle maggiori fonti di guadagno del settore mobile di Microsoft è Android? Sembra assurdo eppure è così. Un accordo tra il colosso di Taiwan HTC e Microsoft prevede che per ogni smartphone HTC venduto, contenente l’OS di Google , HTC deve versare 5 dollari per ogni dispositivo.
Il motivo? Per ovviare ad una causa (interminabile) sulla violazione di un brevetto da parte di HTC, i due colossi si sono accordati su detta cifra, ma se facciamo un semplice conto di quanti dispositivi Android ha venduto (circa 30 milioni), Microsoft avrebbe intascato, stime alla mano, una cosa come 150 milioni di dollari. In poche parole ogni smartphone HTC dotato di Android acquistato equivale a versare una quota direttamente nelle casse Microsoft.
Ovviamente Microsoft non si è fermata qui, citando infatti anche altri produttori di smartphone che hanno scelto Android come loro OS, alla ricerca di un accordo che vada tra i 7,50 ed i 12,50 dollari per dispositivo.
Tornando ad HTC, sembra che non vi sia stato nessun incontro formale per discutere i termini della violazione ma si è arrivati direttamente ad un accordo evitando così ogni forma di contenzioso.
Data la poca quantità di brevetti in possesso di Google , tutti i produttori di telefonia cellulari si trovano (vuoi per un motivo, vuoi per un’altro) in scacco a Microsoft.
Per darvi un’idea dei guadagni di Microsoft con Windows Phone 7 : Microsoft ha venduto 2 milioni di dispositivi e per ogni licenza ha incassato 15 dollari quindi con la vendita delle licenze ha incassato circa 30 milioni di dollari.
Questa tecnica di Microsoft per cercare di allontanare i produttori di smartphone da Android ed avvicinarli al suo Windows Phone potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua ma intanto attraverso i brevetti a lei intestati porta nelle sue casse cifre da capogiro!
orari_voli_google
Se ora qualcuno di noi avesse bisogno di informazioni sui voli aerei, durante la propria consueta ricerca di informazioni su Internet scoprirebbe subito di avere un nuovo alleato: Google.



Digitando una ricerca sui voli, infatti, appariranno subito informazioni ed orari per gli aeroporti prescelti, dando subito un facile colpo d’occhio sulla situazione. Con la ricerca iniziale apparirà il primo risultato disponibile e cliccando sul + invece saranno elencate tutte le possibili soluzioni. Anche Bing ha attivato da qualche tempo una feature simile, ma Google ha dalla sua l’acquisto di ITA , l’azienda che produce i tool per le ricerche e le prenotazioni dei voli online. Per il momento le opzioni sono piuttosto limitate ma sono sicuro che in futuro la gamma di operazioni correlate alle prenotazioni aeree aumenterà sensibilmente. 


Le app più amate sugli smartphone funzioneranno anche sul PC. Un giorno accadrà anche il contrario.


BlueStacks App Android sotto Windows
Una delle ragioni della popolarità degli smartphone è l'ampia scelta di app che vi si possono installare.
Molti utenti, felici del proprio dispositivo con Android, vorrebbero poter usare i software apprezzati sul telefonino anche sul PC ma i loro desideri al momento sono destinati a restare tali.
Partendo da queste considerazioni è nata BlueStacks, una start-up (che ha appena raccolto 7,6 milioni di dollari di finanziamento) che ha il preciso scopo di portare la app per Android sotto Windows.
Rosen Sharma, CEO dell'azienda ed ex CTO di McAfee, spiega che «l'idea è molto semplice» e gli è venuta in mente quando la figlia di un altro dirigente di BlueStacks si è lamentata perché non poteva usare sul netbook le stesse applicazioni che aveva sullo smartphone.
«Il numero di persone che vogliono qualcosa del genere è molto, molto ampio, sia tra gli utenti consumer che tra quelli enterprise» ha illustrato Sharma.

Considerato l'elevato numero di soggetti che stanno sviluppando la propria app per essere presenti nel settore mobile, l'apparizione di un sistema che permetta di usare lo stesso software sui PC ha un potenziale di successo molto elevato.
A giugno o a luglio verrà dunque rilasciata una prima versione beta, gratuita, del software necessario per far girare le app Android sotto Windows. La versione finale, di cui ancora non è stato fissato il prezzo, è attesa per il quarto trimestre.
Non tutte le applicazioni funzioneranno sin da subito: quelle che non sono state scritte per essere cross-platform ma fanno uso di codice nativo ARM e quelle sviluppate con il Native Developer Kit di Google dovranno attendere.
La diffusione dei touchscreen - Sharma prevede che entro due anni tutti i laptop ne avranno uno - spianerà la strada a questo tipo di software, almeno nelle previsioni del CEO; in ogni caso, già ora molte applicazioni possono funzionare egualmente bene con tastiera e mouse.
Tra gli obiettivi a lungo termine di BlueStacks c'è infine un progetto ambizioso: permette alle applicazioni per Windows di funzionare sugli smartphone (e sui tablet) Android.