Da Asus un tablet con processore quad core e Android ICS

giovedì 26 gennaio 2012
Arriva in Italia il Transformer Prime, con il potente nVidia Tegra 3. Dotato di docking station di serie, supporta anche il 3D.

asus transformer prime
È il primo tablet di Asus dotato del processore quad core nVidia Tegra 3 ed è arrivato in Italia: stiamo parlando del Transformer Prime (TF201) svelato per la prima volta qualche mese fa.
Spesso 8,3 millimetri e dal peso di 586 grammi, è realizzato in alluminio e dispone di uno schermo Super IPS+ da 10,1 pollici (con risoluzione di 1200x800 pixel) protetto dal vetro ultraresistente Gorilla Plus.
La CPU Tegra 3 dispone di quattro core cui si aggiunge un quinto core, chiamato companion core e dedicato all'esecuzione di applicazioni in background che non richiedono molte risorse; inoltre integra un motore grafico GeForce assistito da 12 core, che supporta anche la visualizzazione 3D grazie agli occhialini attivi con tecnologia 3D Vision.


Frontalmente è presente una fotocamera da 1,2 megapixel, mentre quella posteriore è da 8 megapixel: consente di registrare video in Full HD e dispone di messa a fuoco automatica e di flash a LED.
La memoria interna del Transformer Prime ammonta a 32 Gbyte, espandibile tramite schede SD. A questi vanno aggiunti 8 Gbyte di spazio sul cloud, disponibili gratuitamente e senza limiti tramite il servizio Asus Webstorage.
La dotazione di porte comprende anche il jack audio combo da 3,5 millimetri e una microHDMI.
Una nota originale è rappresentata dalla tastiera docking, che permette di avere a disposizione un touchpad con supporto al multitouch e una tastiera completa; inoltre aggiunge un ulteriore lettore di schede SD e porte USB aggiuntive.
Se poi l'autonomia dichiarata del Transformer Prime è di 12 ore, con la docking station - dotata di batteria supplementare - si può arrivare a 18 ore.
Il sistema operativo prescelto da Asus è Android 4.0 Ice Cream Sandwich, al quale Asus ha aggiunto un ulteriore market (sito all'interno dell'Android Market) in cui le app sono state ottimizzate per il processore Tegra 3 e i suoi quattro core (più uno); inoltre è possibile condividere le stesse app con uno smartphone che monti il medesimo sistema operativo.
Parlando di software, possiamo ricordare come siano preinstallate le app di Amazon (per l'acquisto di libri), Zinio (periodici italiani) e Press Direct (per i quotidiani di 92 Paesi).
Degna di nota è l'app "SuperNote", sviluppata da Asus per trasformare il tablet in un block notes digitale utilizzando tutta la superficie disponibile e integrando video, testi e foto con grafica o anche annotazioni vocali e disegnate direttamente sullo schermo.
Per quanto riguarda la connettività, è presente il supporto al Wi-Fi ma non al 3G: si tratta di una precisa scelta di Asus basata sulla possibilità di condividere la connessione di uno smartphone tramite il tethering o la funzione di hotspot Wi-Fi, che i maggiori sistemi operativi ormai integrano.
Il Transformer Prime arriva in Italia nella versione completa, dotata anche di docking station (definita mobile docking) e viene venduto a 599 euro. È disponibile a partire da oggi negli Asus Point e dal 10 febbraio nella grande distribuzione.
Resterà comunque sul mercato la versione precedente, nota come Eee Pad Transformer 101.


Polaroid presenta una fotocamera da 16 megapixel che integra anche tutte le funzionalità di uno smartphone Android.

polaroid sc1630 fotocamera android
Tutti gli smartphone, ormai, integrano una fotocamera, e alcune riescono persino a dare dei punti agli apparecchi fotografici economici (le cosiddette punta e scatta) per quanto riguarda la qualità delle fotografie.
Quando però un'azienda come Polaroid si mette a produrre un smartphone, il risultato non è un telefono che integra una fotocamera, ma una fotocamera che dispone anche delle funzioni tipiche di uno smartphone.
Nasce così la Polaroid SC1630, una smart camera basata su Android, dotata di un sensore CCD da 16 megapixel e zoom ottico 3x


Sul retro, la SC1630 monta uno schermo capacitivo da 3,2 pollici con risoluzione di 800x400 pixel, mentre all'interno dispone di 512 Mbyte di RAM e altrettanti di memoria interna.
Il supporto agli standard di telefonia mobile comprende WCDMA a 850/1900/2100MHz e GSM a 850/900/1800/1900 MHZ; sono presenti inoltre il supporto a Wi-Fi, Bluetooth, GPS e radio FM.
La dotazione hardware comprende anche uno slot per microSIM, sensore di prossimità, accelerometro, porta microUSB, porta per connetttore jack da 2,5 mm, slot per microSD sino a 32 Gbyte.
La fotocamera, che come già detto dispone di un sensore da 16 megapixel, offre apertura F3,1-F5,6, zoom ottico 3x e digitale 5x, sensibilità ISO massima a 3200 e velocità massima dell'otturatore 1/1400; inoltre è in grado di registrare video con risoluzione sino a 720p.
Le funzioni integrate comprendono geotagging e antivibrazione; inoltre sono presenti possibilità di editing come il ritaglio, la rimozione degli occhi rossi, il ridimensionamento e la correzione del colore.
La Polaroid SC1630 sarà in vendita nel mese di aprile a 299 dollari.

Il Galaxy S III al MWC di Barcellona 2012. Sarà in vendita da Aprile? ECCO UN'ANTEPRIMA

martedì 24 gennaio 2012

Sembra praticamente certo che Samsung annuncerà al Mobile World Congress 2012, in programmma a fine Febbraio a Barcellona, il suo nuovo "top di gamma", il Galaxy S III. A darne ulteriora conferma è stato Eldar Murtazin, noto giornalista russo, tramite Twitter. 

HD resolution, 12 mpx camera, sw tweaks, android 4 - i like my new phone. Eager to see official announcement in Barcelona,” recita testualmente il suo tweet. Il programma di Samsung sarebbe, quindi, in linea con quanto fatto lo scorso anno con il Galaxy S II.

Tra le altre caratteristiche del Galaxy S III ci sarebbe un processore quad core da 1.5 o 1.6GHz. Quello che invece possiamo aggiungere noi è che il nuovo device della società coreana adotterà, molto probabilmente, la microSIM.
 
Samsung Galaxy S III
Samsung Galaxy S III - concept


Sviluppati dalla IBM, promettono alle auto elettriche un'autonomia di oltre 800 km.


ibm batterie litio aria
Se il problema principale delle auto elettriche (purtroppo!) è l'autonomia, IBM ha trovato la soluzione. O almeno così dice!
Basta semplicemente sostituire le attuali batterie al litio con accumulatori al litio-aria.
La differenza rispetto alle batterie in uso è l'utilizzo del carbonio al posto degli ossidi di metallo per l'elettrodo positivo: più leggero e in grado di reagire con l'ossigeno presente nell'aria, il carbonio permetterebbe di raggiungere un'autonomia sinora impensabile grazie a una densità energetica superiore sino a 1000 volte rispetto a quella degli accumulatori odierni.


IBM ritiene infatti che questa tecnologia, sviluppata nell'ambito del progetto Battery500, permetta di poter viaggiare per oltre 500 miglia (800 km) senza necessità di ricaricare l'auto!!!!
Ovviamente non è tutto così semplice: le batterie al litio-aria mostrano infatti una certa instabilità chimica, che riduce sensibilmente la vita degli accumulatori e li rende, al momento, inutilizzabili dal punto di vista pratico.
Secondo il gigante americano di Armonk, però, solo entro il 2020 si sarà trovato il modo di ovviare a questo problema.
I ricercatori di IBM hanno già individuato un nuovo solvente che si è rivelato promettente e potrebbe permettere di realizzare un primo prototipo funzionante di batterie al litio-aria già l'anno prossimo.
Speriamo bene!!! Sia x le nostre tasche che per l'ambiente!

Ideale per i fanatici del social network, permette di restare aggiornati anche quando si dorme.

fbed letto facebook
È solo un concept, un progetto, frutto della fantasia del designer croato Tomislav Zvonarić, ma ha già attirato l'attenzione di quanti ormai si ritrovano dipendenti da Facebook.
Stiamo parlando di FBed, il "letto per Facebook": sagomato a forma di effe, è dotato di una postazione per aggiornare il proprio profilo non appena svegli o subito prima di andare a dormire.
Idea insolita ma al quanto originale per gli utenti del blu social

La postazione è ricavata nella testata del letto e, nelle intenzioni del designer, «permette di essere sempre aggiornati e in contatto con gli amici online, persino quando si dorme».
«L'idea» - continua Zvonarić - «è che si può saltare davanti allo schermo direttamente dal letto quando ci si sveglia, e fare il contrario quando si è stanchi e si vuole andare a dormire».
Finché resterà allo stadio di idea, l'FBed non darà probabilmente fastidio a nessuno; ma qualora a qualcuno venga in mente di produrlo, si ricordi che i dirigenti del social network più usato sono sempre stati molto protettivi nei confronti del proprio marchio.

SOPA, ecco la versione italiana. INTERNAUTI DIFFONDETE

lunedì 23 gennaio 2012

Un nuovo provvedimento, approvato in Commissione per le politiche comunitarie, concede a chiunque il potere di rimuovere contenuti sgraditi da Internet.

giovanni fava sopa italiana

Peggiore della legge SOPA, che il Senato statunitense ha deciso di non discutere ulteriormente a causa delle proteste nate in Rete: così è già stato definito l'emendamento proposto dall'onorevole Giovanni Fava (A SINISTRA) alla Legge comunitaria 2011.

Durante una recente riunione della Commissione per le politiche comunitarie, l'onorevole Giovanni Fava (Lega Nord) ha infatti proposto un provvedimento - poi approvato in Commissione - che di fatto si traduce in una nuova e spietata "legge bavaglio".
Nella sostanza, la norma permette a chiunque di richiedere a un fornitore di servizi di hosting di rimuovere qualsiasi contenuto, senza la necessità di portare prove di un'eventuale violazione di legge né di ricorrere a un giudice per stabilire se ci si trovi davvero in presenza di un illecito.


Ognuno avrebbe quindi il diritto di pretendere la rimozione di qualunque contenuto che, secondo la sua opinione, violi il diritto d'autore.
Inoltre il fornitore di servizi, se non si adegua, rischia di essere considerato anch'esso responsabile qualora poi la violazione del diritto venga accertata: avrà quindi tutto l'interesse a rimuovere tutto ciò che possa rappresentare un pericolo, sia pure potenziale e remoto, per la propria attività.
Si capisce come, in questo modo, si aggiri la giustizia lasciando liberi di esercitare un devastante potere censorio tutti quelli che si sentono lesi dalla presenza di un certo materiale in Rete.
L'emendamento dell'onorevole Fava è dunque davvero peggiore di SOPA, perché la proposta di legge americana aveva per lo meno il buon gusto di fare riferimento all'autorità giudiziaria per determinare se il materiale contestato fosse in violazione della legge.
L'unico lato positivo della vicenda è che la proposta ha, per ora, superato soltanto il vaglio della Commissione, e non quello del Parlamento (dunque la norma non è in vigore): c'è ancora la speranza che si replichi la situazione americana, dove le proteste hanno costretto il Congresso a tornare sui propri passi.

Il distributore automatico ha anche il Wi-Fi

giovedì 19 gennaio 2012

Non si limita a vendere bevande ma offre un accesso al Web completamente gratuito.

distributore wifi giappone asahi
In Giappone devono avere una sorta di passione per i distributori automatici: dopo aver inventato quello in grado di consigliare il prodotto più adatto, ora si apprestano a lanciare quello con il Wi-Fi.
Nel 2012, la Asahi Soft Drinks (che già gestisce oltre 250.000 distributori "normali") disseminerà in Giappone oltre 1.000 apparecchi che, oltre a dispensare generi di conforto, fungeranno da hotspot Wi-Fi permettendo di connettersi a Internet tramite una rete senza fili.
Chiunque entri nel raggio d'azione (una cinquantina di metri) potrà, senza necessità di effettuare una registrazione o esibire documenti, effettuare il login dal proprio smartphone, portatile o tablet e navigare nel web gratuitamente per 30 minuti.

Scaduto il tempo la connessione si interromperà, ma sarà possibile ripristinarla immediatamente e inaugurare una nuova sessione.
L'operazione non richiede l'acquisto delle merci esposte nel distributore, ma sarà realizzata unicamente allo scopo di attirare potenziali clienti e nella semplice speranza che il viaggio in Reta faccia nascere in loro l'appetito.
Quando effettueranno il login, inoltre, gli utenti vedranno apparire nella schermata di benvenuto alcune informazioni relative alla zona in cui si trovano, come la posizione di determinati esercizi o la presenza di luoghi di visitare.
Dopo il debutto nel 2012, Asahi conta di portare il numero totale di distributori che offrono connettività Wi-Fi a 10.000 entro la fine del 2017.