Inizia l'era di Office 365

giovedì 30 giugno 2011
La versione cloud e in abbonamento della suite di Microsoft è finalmente disponibile.

Microsoft Office 365
L'attesa è finita: Office 365, la versione online della suite di Microsoft, è da ieri disponibile per chiunque intenda sottoscrivere l'abbonamento.
Office 365 è un progetto ambizioso e segno di quanto Microsoft intenda essere presente nel mondo del cloud computing.
Progettato per soddisfare le esigenze di professionisti, piccole e medie aziende che non vogliono o non possono sobbarcarsi i costi delle licenze della versione desktop di Office, 365 ha uno dei propri punti di forza anche negli strumenti di collaborazione online che mette a disposizione.
La quota minima mensile è di 5,25 euro al mese per utente (a meno che non si voglia soltanto la posta elettronica: in quel caso bastano 1,79 euro) ed è possibile arrivare sino a 25,50 euro a seconda dei servizi richiesti.
All'interno di Office 365 vi sono, oltre alle ben note applicazioni in versionecloudSharePoint, Exchange Onlinee Lync Online.
L'accesso a Office 365 è garantito non solo da Windows e Mac OS X ma anche dai dispositivi portatili con Windows Phone, iOS, Android e BlackBerry.
Permetterà di stringere relazioni e condividere le proprie passioni. E promette di far dimenticare Facebook.


Non è da poco che Google cerca di conquistare un'anima social che le permetta di competere alla pari con Facebook.
Ora i tentativi dell'azienda di Mountain View si concretizzano attorno al progetto Google+, appena presentato e disponibile in versione di test soltanto su invito.
«Tra i bisogni fondamentali dell'essere umano c'è sicuramente quello di stringere relazioni con gli altri» dice Google presentando il progetto, che mira a rendere più efficace la condivisione online.
Per raggiungere questo obiettivo Google ha dotato gli utenti di diversi strumenti.
Il primo è +Cerchie, ideato per «condividere le cose giuste con le persone giuste»: in altre parole anziché etichettare tutti genericamente come amici il servizio permette di creare diverse cerchie di persone per consentire di scegliere con precisione che cosa condividere e con chi.




Poi c'è +Spunti: si presenta come un «motore per la condivisione online» che «genera un feed di contenuti altamente contagiosi provenienti da tutta la Rete. Su qualsiasi argomento, in oltre 40 lingue» per avere sempre qualcosa di cui parlare.



+Videoritrovi mira a far diventare gli «incontri sullo schermo fossero divertenti, fluidi e casuali», proprio come se avvenissero entrando in un bar per scambiare quattro chiacchiere con i presenti, certi che chi si trova lì non si risentirà perché viene disturbato proprio in quel momento, come invece può accadere con gli strumenti di comunicazioni tradizionali.



+Mobile è, come si può intuire, l'insieme di strumenti dedicati agli smartphone (per ora è presente nell'Android Market, presto sarà anche nell'App Store): permette di condividere la posizione geografica, caricare istantaneamente le fotografie, scambiarsi messaggi con Huddle.



Google promette che il progetto Google+ sarà presto aperto a tutti, dopo la fase su inviti che servirà a mettere a punto gli ultimi dettagli e che, anzi, ha già superato il numero massimo di utenti che possono partecipare. La domanda è: basterà a strappare utenti a Facebook?
Murdoch cederà il social network per 30 milioni di dollari. Licenziamento in arrivo per metà dei dipendenti.

MySpace svenduto 30 milioni dollari Specific Media
La lunga parabola discendente di MySpace sta per arrivare alla conclusione: pare che News Corp. abbia trovato un compratore.
Il social network acquistato nel 2005 per 580 milioni di dollari cambierà di mano per una cifra che si aggirerà intorno ai 30 milioni di dollari, ancora meno del prezzo ipotizzato appena due mesi fa.
Di ufficiale, al momento, non c'è niente ma le cifre derivano dalle indiscrezioni raccolte da Associated Press, che cita fonti affidabili.
Queste fonti hanno anche indicato i nomi dei possibili compratori: il fondo di investimento Golden Gate Capital, la società attiva in campo pubblicitario Specific Media e il fondo Austin Ventures legato a Chris DeWolfe, cofondatore di MySpace.
Al momento pare che l'acquirente più probabile sia Specific Media, ma non si può mai dire: del resto con ogni probabilità News Corp. annuncerà la vendita entro la fine della settimana, per far rientrare la cifra che incasserà nel bilancio della società prima della fine dell'anno fiscale, ormai in chiusura.
Pare che non abbia proprio funzionato il restyling messo in opera lo scorso ottobre e che la concorrenza di Facebook, indicata come causa principale del crollo, sia davvero invincibile.
Al momento MySpace può contare ancora 500 dipendenti; in contemporanea con la cessione si parla di un'ondata di licenziamenti che coinvolgerà circa la metà di essi.

AgCom e censura siti: pressioni dal governo, silenzi dall'opposizione

mercoledì 29 giugno 2011
L'Authority per le comunicazioni bloccherà i siti pirata. La causa sta forse in pressioni da parte del governo, ma è comunque grave il silenzio di Bersani e Di Pietro.

Agcom pirati
Potrebbe esserci un accordo segreto (ma neanche poi tanto) tra Governo e potenti lobby dell'industria multimediale - network TV, discografici, produttori cinematografici - dietro l'ultima decisione dell'AgCom.

L'Autorità ha fatto sapere che interverrà direttamente, senza fare ricorso alla magistratura, per bloccare i siti web italiani e stranieri che a proprio parere insidacabile violino il copyright di prodotti multimediali.
Gli stessi sottogretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta (azionista e dirigente Mediaset in aspettativa) e Paolo Buonaiuti potrebbero essere intervenuti, più o meno discretamente, sul presidente dell'Authority Calabrò.
Questi è stato per anni uno stretto collaboratore di Letta e potrebbe oggi seguire i suoi dettami per evitare le sabbie mobili parlamentari, in un momento molto difficile per il governo e la legislatura.
Non si capisce però a questo punto il silenzio dell'opposizione: Bersani, Veltroni e Di Pietro non si stanno schierando contro una normativa extraparlamentare che rischia di dare un colpo alla libertà di espressione non meno di un'eventuale decreto-bavaglio sulla pubblicazione delle intercettazioni.

Dal cassonetto... al social network!

BinCam è un'applicazione per Facebook del tutto particolare: scatta foto al contenuto di un bidone della spazzatura e le pubblica in automatico sul social network.
Ideata come parte di un progetto di ricerca della Newcastle University, nel Regno Unito, l'app viaggia in coppia con un Xperia X10 agganciato all'interno del bidone degli studenti che partecipano.
Ogni volta che il contenitore viene aperto e richiuso lo smartphone scatta una nuova fotografia e la invia a Facebook, dove diventa visibile a tutti.
Lo scopo di tutto ciò è «accrescere la consapevolezza circa i rifiuti gettati»trasformando Facebook in una «piattaforma per la riflessione», dove tutti possono complimentarsi per la coscienza ecologica dei volontari o all'opposto rimbrottarli severamente per lo spreco testimoniato dalle immagini.
Proprio le dinamiche sociali di Facebook sono parte dell'oggetto di studio, e considerate un ottimo sistema per invogliare qualcuno a cambiare il proprio comportamento.
Stando alle testimonianze degli studenti, raccontate alla BBC nel video che riportiamo qui sotto (in inglese), il sistema funziona davvero.

Una petizione contro la censura della rete in Italia.

Sitononraggiungibile.it
Da un progetto congiunto di numerose associazioni ed enti tra cui spiccano Adiconsum, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, nasce Sitononraggiungibile, contro il rischio di limitare internet e la sua fruizione in Italia.
L'AgCom con una delibera dello scorso dicembre, la Delibera 668/2010, propone di cancellare o inibire l'accesso ai siti internet sospettati di violare il diritto d'autore.
Il punto cruciale è proprio la parola "sospettare": intervenire preventivamente, prima di un eventuale processo, assumendosi il diritto di decidere anche in ambito privato cosa permettere di pubblicare.

Sitononraggiungibile si prefigge perciò l'obiettivo di raccogliere firme per una petizione che blocchi sul nascere questo rischio: per illustrarne motivi e richieste sul sito sono presenti una pagina delle Faq e una di notizie aggiornate.

Verdi: troppa plastica nei vibratori

lunedì 27 giugno 2011
Nei giocattoli sessuali sarebbero presenti sostanze nocive alla salute: il gruppo ecologista chiede l'intervento del governo.NON VUOI INGRASSARE? ALLORA POSA IL VIBRATORE!

Germania Verdi ftalati vibratori
«La difesa dei consumatori deve ugualmente essere tale dove è in gioco la salute sessuale. I falsi pudori o i pretesi tabù non devono servire ad eludere l'informazione ai consumatori e i controlli» ha dichiarato Volker Beck, dirigente dei Verdi tedeschi.
Basandosi su queste premesse il gruppo parlamentare ha avanzato un'interrogazione al Governo, chiedendo di appurare la quantità di ftalati presenti nei vibratori e in altri articoli analoghi.
Gli ftalati sono agenti plastificanti plastificanti che, secondo i Verdi, arrivano a costituire anche il 50% dei giocattoli sessuali, dove vengono impiegati per rendere più flessibile e modellabile il PVC.
Il problema è che questi materiali hanno conseguenze molto dannose sulla salute: gli ecologisti tedeschi affermano che sono la causa di tumori, diabete, disordini ormonali, sterilità e obesità.