Nel LifeBook di Fujutsu un proiettore al posto del DVD

sabato 23 aprile 2011


CD e DVD appartengono al passato: lo slot rimasto libero può quindi ospitare un utile pico-proiettore.


Fujitsu Lifebook pico-proiettore
Fujitsu è convinta cheil destino di CD e DVD (per non parlare di quello dei Blu Ray) sia segnato.
Così nei portatili LifeBook S761/C e P771/C l'azienda giapponese non installerà un'unità ottica, che gli utenti utilizzerebbero ben poco, ma un più utile e senz'altro originale pico-proiettore.
In questo modo gli utenti non sentiranno più la necessità di collegare il portatile a uno schermo esterno; per sostituire i dischi ottici, invece utilizzeranno schede di memoria e unità flash USB.

Il modello S761/C ha schermo da 13,3 pollici (con risoluzione di 1366x768 pixel) e, nella versione base, monta un processore Intel Core i5-520M, 1 Gbyte di RAM, 160 Gbyte di hard disk e costa 219.450 yen (quasi 1.840 euro) mentre il P771/C monta gli stessi componenti ma dispone di uno schermo da 12,1 pollici (con risoluzione di 1280x800 pixel) e costa 255.150 yen (quasi 2.140 euro).
Fujitsu inizierà a distribuire questi due modelli a maggio in Giappone.


Il giorno dell'esecuzione di XP si sta avvicinando: Microsoft regala un gadget per fare il conto alla rovescia.


Windows XP Countdown
Microsoft non ne deve potere proprio più: è così ansiosa di sbarazzarsi di Windows XP che ha pensato bene di rilasciare un conto alla rovescia - una sorta di memento mori - che segnala i giorni mancanti alla fine del supporto all'anziano sistema.
Il Windows XP End of Support Countdown Gadget è, per l'appunto, un gadget per il desktop: ciò comporta ovviamente che gli unici a potersi godere il final countdown di XP (che non ha nemmeno la musica degli Europe come sottofondo) siano gli utenti di Windows Vista o Windows 7, ossia coloro che hanno già risolto - più o meno brillantemente - il problema dell'aggiornamento.

Perché un utente di Windows 7 debba avere sul proprio desktop un gadget che gli ricordi quanto tempo manca all'esecuzione di Windows XP è obiettivamente un po' misterioso, ma forse Microsoft spera di convincere, spaventandoli, coloro che magari hanno due o tre computer e non li hanno ancora aggiornati tutti.
Il supporto esteso a Windows XP terminerà nel 2014: fino ad allora il sistema continuerà a ricevere gli aggiornamenti di sicurezza ma non potrà godere delle novità come Internet Explorer 9 o l'ultima versione di Windows Media Player.

L'iPhone memorizza in segreto gli spostamenti dell'utente

venerdì 22 aprile 2011


I dispositivi di Apple tengono traccia di ogni spostamento in un file non crittografato. Potenziale violazione della privacy.

iPhone Tracker iPad registrano spostamenti Warden
Due ricercatori inglesi, Peter Warden e Alasdair Allen, hanno reso nota al mondo un'informazione la cui esistenza finora era limitata a circoli ristretti, come gli esperti di informatica delle forze dell'ordine.
Tale informazione è l'abitudine di iPhone iPad di registrare ogni proprio spostamento, salvando in un file la propria posizione - ricavata dal GPS interno o dalle celle della rete mobile - ogni secondo.
Il file, conservato sul dispositivo, non è crittografato, viene copiato sul computerquando si fa il backup e si sposta da un iDevice all'altro durante la procedura di 

Tutto ciò fa pensare che la sua esistenza non sia per nulla accidentale, e la mancanza di crittografia lo rende una serissima minaccia per la privacy:chiunque abbia accesso fisico a un iPhone, a un iPad o ai loro backup può con qualche accorgimento ricostruire senza eccessiva difficoltà gli spostamenti del loro legittimo proprietario.
Per mostrare la serietà delle proprie affermazioni, Warden e Allen hanno realizzato un'applicazione che abbina i dati del file a una mappa,visualizzando così gli spostamenti, e l'hanno messa a disposizione online sotto il nome di iPhone Tracker.
Per limitare i danni che iPhone Tracker può causare se usato impropriamente i due ricercatori hanno limitato ad aggiornamenti settimanali i dati ricavati dal file degli spostamenti, ma chiunque con un po' di pratica potrebbe modificare il software per estrarre i dati completi.



Al momento non è chiaro - anche perché Apple non ha ancora rilasciato alcun commento sulla vicenda - perché iPhone e iPad siano così impegnati nel tenere traccia dei propri spostamenti.
Quel che è certo è che si tratta di una caratteristica propria dei dispositivi con la Mela morsicata sul retro - colto da un atroce sospetto, Allen ha setacciato anche il codice di Android, senza trovarne alcuna parte che esegua lo stesso compito - e che nessun dato viene trasmesso a Apple.
Può darsi che l'azienda di Cupertino stia preparando il terreno per una futura applicazione che sfrutterà queste informazioni, ma il danno potenziale per la privacy degli utenti è tutt'altro che remoto.



Il teletrasporto alla Star Trek è ancora lontano, ma si apre una porta che conduce ad applicazioni concrete nella trasmissione di dati.


Teletrasporto quantico
Grazie a un gruppo di ricercatoridell'Università di Tokyo e dell'Università del Nuovo Galles del Sud, il teletrasporto di quanti è ora più vicino.
Finora, come spiega Eleanor Huntington, che insegna presso l'Università del Nuovo Galles del Sud, "una delle limitazioni delle comunicazioni quantiche ad alta velocità era la perdita di alcuni dettaglidurante il processo di teletrasporto".
Il successo dei ricercatori sta invece nell'essere riusciti a teletrasportare un pacchetto completo di informazioni senza perdite né alterazioni.


Sebbene il teletrasporto quantistico sia differente da quello ipotizzato in Star Trek, il professor Huntington usa il telefilm per spiegare l'importanza della scoperta attuale: "Ciò che succedeva fino a oggi era l'equivalente in Star Trek di teletrasportare l'equipaggio su un pianeta ma con i loro organi materializzati nei posti sbagliati, o scomparsi".
Poter trasportare con affidabilità informazioni quantistiche "permette di pensare a realizzare praticamente ogni forma di comunicazione per qualsiasi tecnologia quantistica", aprendo la porta per comunicazioni a velocità finora impensabili.


Le mappe di Nokia, la ricerca di Bing e le app per Windows Phone 7 danno vita al terzo ecosistema di smartphone.


Nokia accordo definitivo con Microsoft Windows Pho
Il "terzo ecosistema" - dopo quello Android e quello di Apple - sta prendendo forma: in anticipo sui tempi previsti Nokia e Microsoft hanno ufficialmente firmato l'accordo di collaborazione annunciato a febbraio.
Nokia fornirà a Windows Phone 7 il risultato della propriaesperienza nel settore delle mappe, della navigazione e dei servizi location-based, oltre a contribuire allo sviluppo della piattaforma nel suo complesso.
Microsoft porterà invece Bing sugli smartphone finlandesi e fornirà tutta una serie diservizi dedicati alla produttività, al gioco, alla pubblicità e ai social media.

Insieme si dedicheranno poi alla creazione di nuove applicazioni e daranno vita a un app store dedicato ai terminali Nokia, in cui troveranno posto software per Windows Phone, Symbian e Series 40.
L'accordo comprende anche la fornitura a Microsoft dell'accesso a brevetti e tecnologie di Nokia, in cambio della quale l'azienda di Redmond sborserà una cifra che il comunicato stampa ufficiale spiega di rientrare "nell'ordine di grandezza dei miliardi di dollari".
Steve Ballmer, CEO di Microsoft, ha salutato la firma dell'accordo definitivo definendo l'operazione come un'opportunità che permetterà alle due aziende di"innovare rapidamente e offrirà a utenti e partner la possibilità di condividere il successo del nostro ecosistema".

Insieme si dedicheranno poi alla creazione di nuove applicazioni e daranno vita a un app store dedicatoai terminali Nokia, in cui troveranno posto software per Windows Phone, Symbian e Series 40.
L'accordo comprende anche la fornitura a Microsoft dell'accesso a brevetti e tecnologie di Nokia, in cambio della quale l'azienda di Redmond sborserà una cifra che il comunicato stampa ufficiale spiega di rientrare "nell'ordine di grandezza dei miliardi di dollari".
Steve Ballmer, CEO di Microsoft, ha salutato la firma dell'accordo definitivo definendo l'operazione come un'opportunità che permetterà alle due aziende di"innovare rapidamente e offrirà a utenti e partner la possibilità di condividere il successo del nostro ecosistema".



La Guardia di Finanza di Cagliari inibisce l'accesso dall'Italia al celebre motore di ricerca per torrent. E c'è chi incolpa Btjunkie della chiusura di Dahlia Tv.


btjunkie
Il sito Btjunkie, uno dei più noti motori di ricerca per torrent, è stato oggetto oggi di un provvedimento della Guardia di Finanza di Cagliari.
I numeri diffusi nell'ambito di questa operazione parlano di mezzo milione di visitatori italiani al giorno, anche se la cifra è probabilmente esagerata: una stima più attendibile è di 100.000 utenti giornalieri dal nostro Paese, comunque una quantità considerevole.
Non è invece un mistero che gli utenti si collegassero alla piattaforma per scaricare musica, film, videogiochi e software. Su Btjunkie non è presente materiale pirata (ed è probabilmente questo il motivo per cui siti come questo rimangono in vita, ai margini della legalità) ma ci sono i link utilizzabili con un client Bit Torrent.
Si è parlato di un giro d'affari per i gestori del sito di 3,5 milioni di euro l'anno grazie ai proventi della pubblicità: cifra anche in questo caso assolutamente esagerata. Ma anche quella di sparare cifre assurdamente alte è abitudine consolidata, quando viene colpito un sito "pirata": va messo alla gogna in tutti i modi, anche attribuendogli guadagni illeciti milionari.

La Guardia di Finanza di Cagliari, su ordine della Procura del capoluogo sardo, ha ordinato oggi ai provider italiani l'inibizione del sito Btjunkie, esattamente come avvenuto in passato per The Pirate Bay.
Btjunkie però non ha affatto chiuso (né lo ha fatto The Pirate Bay) come è stato erroneamente scritto oggi da alcuni siti italiani di informazione -evidentemente male informati.
In questo momento Btjunkie è ancora raggiungibile da molti provider, ma nelle prossime ore o nei prossimi giorni la situazione potrebbe cambiare.
Il provvedimento ha ricevuto subito il plauso della Fimi. L'operazione, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari, sarebbe stata denominata Poisonouos Dahlia, dal nome della piattaforma digitale televisiva che ha chiuso le trasmissioni nel mese di marzo.
Su alcuni siti si è letto che "i militari delle Fiamme Gialle hanno accertato che chiunque in Italia poteva collegarsi su internet e guardare gratis - ma illegalmente - le partite di calcio trasmesse sul digitale terrestre". Chiunque abbia scaricato un file torrent sa che non è così: ben altri sono i siti che permettono all'utente di vedere in diretta (senza averne il diritto) alcune partite di calcio.
Eppure la tesi che molti siti danno per scontata è che Bjunkie avrebbe contribuito al fallimento di Dahlia Tv, che trasmetteva in esclusiva le partite del Cagliari e di altre squadre di serie A. Non vogliamo affatto difendere l'operato di Btjunkie, ma questa tesi a nostro avviso sembra assolutamente inverosimile.

Governo: Wi-Fi in tutte le scuole italiane nel 2012

giovedì 21 aprile 2011

I ministri Brunetta e Gelmini promettono la copertura di tutti gli istituti.


Brunetta Gelmini 2012 WiFi in tutte le scuole
Dopo la pubblicazione deidati scoraggianti circa la situazione del Wi-Fi in Italia, e in particolare nelle strutture educative, il Ministero dell'Istruzione e quello dell'Innovazione annunciano il progetto Wi-Fi nelle scuole.
Il piano prenderà il via il 9 maggio e entro la fine dell'anno prossimo porterà la connessione senza fili in tutte le 14.000 scuole italiane (ossia coprirà circa 40.000 edifici).
Renato Brunetta e Mariastella Gelmini hanno dato l'annuncio oggi durante una conferenza stampa e spiegato che per l'attuazione del progetto il Ministero della Pubblica Amministrazione stanzierà 5 milioni di euro per quest'anno e altrettanti per l'anno prossimo; il resto andrà trovato.

Portando il Wi-Fi in tutte le scuole si potranno utilizzare al meglio strumenti didattici come le Lavagne Interattive Multimediali ma anche spostare in Rete tutte quelle operazioni che oggi avvengono offline, con un conseguente risparmio di risorse.
Nella pratica, ciò significa che le scuole verranno spinte ad aderire al portale Scuola Mia per fornire servizi alle famiglie e ai docenti.
Le convocazioni dei supplenti, per esempio, potranno così avvenire via PEC (o SMS), consentendo di risparmiare i 20 milioni di euro spesi ogni anno per l'invio dei telegrammi. Con l'anno scolastico 2011/2012 inizierà inoltre l'era dei pagamenti online.
Nel complesso, il Ministero dell'Istruzione stima che quando tutte le scuole saranno passate a Scuola Mia si riuscirà a risparmiare ogni anno 118 milioni di euro: più di 35 milioni grazie alle pagelle digitali; più di 27 milioni grazie ai certificati digitali; più di 30 milioni grazie ai registri elettronici e 25 milioni grazie alle iscrizioni e ai pagamenti online.