Sembra solo a me, ma la canzone ufficiale dei Mondiali di calcio in Sudafrica "Waving Flag" di Knaan, non è altro che una brutta copia della canzone tratta da "IO STO CON GLI IPPOPOTAMI" di Bud Spencer e Terence Hill?
Date un'occhiata!
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È stata una brutta domenica per la Formula Uno. Dopo tanto spettacolo in positivo un weekend da dimenticare in negativo. La gara vera dura pochi giri, dalla partenza, emozionante, all’incidente di Mark Webber, spaventoso e per fortuna senza conseguenze. Il resto sono situazioni surreali. Errori di ogni tipo e scorrettezze da sanzionare non certo con un mezzo giro ai box con 20” di vantaggio. Imbarazzo, questo il sentimento dinanzi alle immagini e a quanto accaduto a Valencia...
Il resoconto della gara è abbastanza semplice e veloce. Al semaforo verde è subito lotta vera con Hamilton e le due Ferrari che partono fortissimo guadagnando subito posizioni. Mark Webber scivola dalla prima fila al nono posto. La Ferrari di Alonso sembra essere sui livelli degli avversari e cerca subito l’affondo proprio su Hamilton che resiste al secondo posto.
La gara finisce con il brutto volo di Mark Webber(dà conferma che la RB ti mette le ali!!). Una domenica da dimenticare per l’australiano della red Bull che prima parte male e poi sul tentativo di recuperare posizioni con un nuovo set di gomme finisce in aria in uno spaventoso incidente per fortuna senza conseguenze. Il pilota esce solo dalla monoposto e torna ai box. La gara finisce qui. Il resto è il capitolo più brutto di questo avvio di stagione.
Entra la safety car e si scatena il delirio. La Red Bull e la McLaren rimangono in posizione, le Ferrari scivolano, inspiegabilmente, oltre il nono posto. Si parla di soliti errori ai box, si condannano già le scelte ai box ma niente di tutto questo. Le immagini non ci sono e saltano fuori un’ora più tardi e inequivocabili: Lewis Hamilton per non perdere la posizione supera nettamente la safety car, le Ferrari seguono il regolamento e rimangono dietro perdendo l’attimo e soprattutto numerose posizioni in classifica.
Lewis Hamilton rimane al secondo posto per quasi venti giri, il tempo per guadagnare un vantaggio che anche in caso di penalizzazione non cambia le cose in pista. Ci vogliono infatti venti giri per tirare fuori le immagini e “punire” il pilota della McLaren. In poche parole Hamilton fa il furbo e ci guadagna. Le Ferrari rimangono dietro ed escono di scena. Tante le domande da porsi, non solo contro Hamilton. Perchè questo ritardo? Perchè questi venti giri per richiamare Hamilton quando le immagini sono chiare? E perchè la safety car è entrata in quella posizione? Dopo Vettel e senza un vero pericolo in pista. Domande che falsano un’intera gara. Dal nono al ventiquattresimo giro? Perchè questo silenzio? Buchi tremendi e che lasciano davvero l’amaro in bocca.
In queste condizioni in pista non succede nulla. Vettel rimane davanti. Hamilton si “gode” la sua penalizzazione e rientra al secondo posto. La gara è completamente falsata. Il caos ha deciso il Gran Premio d’Europa. Tutto segue senza scossoni con le Ferrari che cercano invano di riportarsi avanti ma a Valencia superare è impossibile.
Il finale è ad alta tensione. Vettel è primo, Hamilton secondo e Button terzo, forse. E dopo ore di indagini e valutazione è arrivato finalmente il verdetto e la conclusione di questa opaca parentesi mondiale. Nove piloti sono stati penalizzati di 5 secondi dai commissari del Gp d'Europa. Le sanzioni, comminate per irregolarità in regime di safety car, hanno consentito al ferrarista Fernando Alonso di guadagnare una posizione e di passare così dal nono all'ottavo posto. Capitolo chiuso. Speriamo
Giuliano Palma Ft. Melanie Fiona - NUVOLE ROSA
Pubblicato da
matteo
alle
09:23
sabato 26 giugno 2010
MI ricorda un'altra canzone dal titolo analogo...
Pubblicato da
matteo
alle
11:35
giovedì 24 giugno 2010
I tedeschi non sanno più come vincere...è arrivata la canzone che sfotte l'Italia!
Pubblicato da
matteo
alle
14:23
martedì 22 giugno 2010
"Non ci importa nulla di chi vince la Coppa. Che non sia l'Italia, che non sia l'Italia! - cantano allegri i quattro mattacchioni del gruppo “Die vier Sterne". Al Mondiale diSudafrica i tedeschi hanno una nemica dichiarata: l'Italia. La canzoncina è subito diventata un successo su Youtube e sui principali social network, e il nostro Bel Paese viene ridicolizzato in lungo e in largo. Già, perché i quattro componenti della band - tali Dittmar Bachmann, Achim Knorr, Lutz von Rosenberg Lipinsky e Sven Hieronymus - non si sono limitati a 'gufare' per la nazionale di Marcello Lippi, ma sono andati oltre, prendendo spunto dai soliti luoghi comuni che caratterizzano non solo il calcio italiano ma l'Italia intera.
"Un gol nei primi secondi basta per 90 minuti; "Spintoni, sputi e insulti: questo è il calcio italiano" - si sente canticchiare nella canzone -"Catenine e scarpette d'oro; creme e gel, sembrate delle squillo"; "Ci piace il vostro cibo, ma per il calcio non avete tutte le rotelle a posto". E poi ancora, per rincarare la dose: "Pizza, pasta, mafia - Berlusconi. Questo ci basta, altro non vogliamo".
La goliardica trovata della band - composta da comici, più che cantanti, come era facile intuire - spopola non solo su Youtube ma anche nelle radio tedesche, e la Bild, con una punta di sarcasmo, ha sottolineato come l'Italia "sia ancora una hit solo su internet".
Ma cosa hanno fatto di male Cannavaro e compagni per meritarsi tutto questo? "Nulla" - giurano i quattro cabarettisti -"E’ solo una presa in giro e nulla più. L’idea di fare questa canzone ci è venuta dopo l’1-1 nella partita d’esordio degli azzurri contro il Paraguay". D'altra parte, verrebbe da dire, l'invidia è un brutto sentimento, e a distanza di quattro anni, i tedeschi ancora 'rosicano'..."E’ vero, non abbiamo digerito la sconfitta dopo i tempi supplementari del Mondiale diGermania 2006".
Non è nei negozi. Le radio lo snobbano. E i discografici? Forse, un giorno. Eppure in Rete è già un cult. Si chiama Immanuel Casto, ha 26 anni, di giorno è art director, ma di notte è il cantore del “Porn Groove”. Vuol dire, tette, culo, gnocca, “69” messi in rima. Niente di nuovo per alcuni appassionati degli Skiantos e figli, ma la sua ultima canzone “Escort 25” ha registrato novantamila contatti, e i ragazzi cantano il ritornello che fa “tutto ora, tutto vero, tutto dentro, tutto intero…”. Evocative anche le altre hit: “Anal beat”, “Che bella la cappella”, “50 bocca/100 amore” e “Coiti nel buio”.
“Bè, il mio è progetto musicale che parte da anni – racconta Immanuel -, dove c’è sia una componente ludica, sia una sfera di ricerca artistica e di descrizione sociale”. Insomma, sulla scia del documentario “Videocracy” di Erik Gandini, anche lui cerca “di mettere in luce la nostra società interpretando uno stereotipo che poi si commenta da solo”. Quindi ragazze seminude pronte a ogni compromesso pur di arrivare e il sesso come unica merce di scambio.
Griffe, Costa Smeralda, Montecarlo, sale da gioco. Droga. “C’è molta attualità – continua il re del ‘Porn Groove‘ – anche se sarebbe stato molto semplice mettere dei riferimenti a persone, magari a Silvio Berlusconi e Fabrizio Corona, ma tutto si sarebbe esaurito in una parodia. In realtà volevo fare un affresco di un’epoca. Perché il pezzo non parla né di prostituzione, né di ricchezza, bensì di una sorta di aspirazione generazionale, al raggiungimento di uno status”.
Uno status promosso dal “ruolo ‘didattico’ della politica: è attraverso chi ci governa che arriva la legittimazione”. Bene. Comunque, ecco concerti, serate, inviti. E qualche inconveniente: “Che regali mi fanno i fans? Sono molto eterogenei, qualcuna mi tira il reggiseno sul palco, o gli slip. Ma una volta è andata peggio, molto peggio: in ‘Anal beat’ canto ‘non ti negherò il mio deretano, te lo consegnerò chiavi in mano’. Ebbene, a Perugia sono stato linciato da una serie di mazzi di chiavi con su scritto il ‘mio deretano’”.
Nessuna ferita permanente… “Se questo lavoro mi ha portato vantaggio con le donne? No! Ho una relazione stabile, non mi interessa. Forse era meglio non dirlo. Vabbè, oramai è andata”.
“Tutto ora, tutto vero, tutto dentro, tutto intero…”.
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