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venerdì 14 gennaio 2011
This is a test post from flickr, a fancy photo sharing thing.

Spostamento del polo magnetico: l'aeroporto si "sposta"

mercoledì 12 gennaio 2011
TAMPA, FLORIDA - La pista principale dell'aeroporto della città di Tampa in Florida è chiusa fino al prossimo 13 gennaio. Non c'è stata una improvvisa nevicata, come accaduto prima di Natale a Londra, tale da bloccare il traffico aereo per giorni. L'aeroporto di Tampa è stato colpito da uno spostamento del polo magnetico, tale che i responsabili sono stati costretti a ripensare la pista di atterraggio e di partenza. Ogni aeroporto infatti e anche i voli aerei sono basati su calcoli relativi a longitudine e latitudine e ovviamente sui poli magnetici. Sono queste coordinate che permettono di volare in sicurezza .Lo spostamento è stato tale da costringere le autorità dell'aeroporto a rifare per intero la segnaletica della pista di atterraggio e di partenza, perché la longitudine e la latitudine non corrispondevano più. Per le carte di navigazione, l'aeroporto di Tampa non risulterà più sotto le coordinate 18R/36L, ma sarà 19R/1L. I poli magnetici terrestri cambiano continuamente e quando questo cambiamento supera i 3 gradi, è necessario cambiare la logistica delle piste. I voli al momento sono stati spostati sulle due piste minori, la est e la est-ovest, ma anche esse verranno chiuse a fine mese per cambiare la segnaletica di atterraggio e partenza. Per adesso lo spostamento dei voli ha comportato più che altri il fastidio dei residenti che si trovano nelle vicinanze delle due piste, per l'ovvio rumore causato dai velivoli aerei.
I POLI MAGNETICI - I poli magnetici non corrispondo ai due ben più noti poli geografici, quello del nord e quello del sud. In realtà essi si trovano parecchio distanti da essi. Col termine "polo" in astronomia si indicano ciascuno dei due punti sulla superficie della Terra, detti Nord e Sud, verso i quali si orientano le estremità opposte dell'ago magnetico della bussola. A individuare il polo nord magnetico per primo fu James Clark Ross, esploratore e ufficiale di marina inglese, il 31 maggio 1831, che lo localizzò nella Penisola di Boothia nel Canada settentrionale. In seguito, nel 1904, l'esploratore norvegese Roald Amundsen rilevò che vi era stato uno spostamento verso il nord del polo magnetico, benché si trovasse localizzato sempre nella medesima penisola. Attualmente il polo nord magnetico è situato nel nord del Canada, circa 600 chilometri dalla più vicina città, Resolute Bay, 300 abitanti, che spesso indossano una simpatica t-shirt conla scritta "Resilute Bay non è la fine del mondo ma da qui potete vederla". Il polo sud magnetico invece è situato nelle vicinanze della Terra Adelia nell'Antartide, circa 2600 chilometri di distanza dal polo geografico del Sud. Lo spostamento di entrambi i poli magnetici, è noto come migrazione dei poli ed è una costante del nostro pianeta. Ma c'è anche il problema del capovolgimento totale dei poli magnetici. Essi avvengono a intervalli regolari circa ogni 300mila anni, e l'ultimo secondo gli studiosi è avvenuto circa 780mila anni fa. Secondo i calcoli, un capovolgimento dei poli sarebbe dunque già dovuto avvenire da tempo, cosa che invece non è accaduta. Alcune previsioni dicono per che il polo magnetico del nord si sposterà dal Canada alla Russia nel giro di due anni. La previsione, fatta per primo dallo scienziato canadese Larry Newitt, membro della Commissione Geologica Nazionale del suo paese, trova concordi gli esperti russi che prevedono per il futuro un forte indebolimento del campo geo-magnetico terrestre, con conseguenze negative per il senso dell'orientamento e per la difesa dalle radiazioni in provenienza dallo spazio.

5 spot RAI sui dialetti italiani

domenica 9 gennaio 2011

Molto peggio del Vesuvio

martedì 4 gennaio 2011
Vulcano

Un supervulcano più grande e più mortale si nasconde dalla parte opposta di Napoli, nei Campi Flegrei



Tutto è iniziato con uno sciame di mille piccoli terremoti che hanno fatto ondeggiare la terra sotto ai marciapiedi di Napoli. Come scrive il quotidiano inglese Daily Mail, le ventole per l’aria condizionata sono crollate dai lati degli edifici e le piastrelle sono scivolate giù dalle pareti. All’interno del centro di controllo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, una serie di schermi indicano che i terremoti non sono stati generati dal Vesuvio. Queste scosse stanno provenendo da qualcosa di molto più grande, da uno dei più ampi e pericolosi vulcani del mondo. I Campi Flegrei, dove si trova il "supervulcano", si trovano a nord ovest del capoluogo campano. Il significato greco del nome vuol dire proprio "campi che bruciano": questo perché sin dall'antichità soggetti a fenomeni vulcanici. I Campi Flegrei in realtà si estendono fin sotto al mare, verso le isole di Capri e Ischia. Il problema è proprio questo: quando magma e acqua si uniscono, si hanno conseguenze disastrose molto più potenti di quelle che si hanno con una normale eruzione. In grado di distruzione centinaia di volte più devastante di quella che causò il Vesuvio durante l'eruzione che distrusse Pompei. Addirittura, una eruzione di questo supervulcano potrebbe distruggere l'intera Europa.

In soldoni, il supervulcano partenopeo avrebbe una potenza di duecento volte superiore a quella del vulcano islandese Eyjafjallajökull che tanti problemi procurò all'intera Europa l'anno scorso.

L'ultima eruzione del supervulcano risale a 39mila anni fa (una decisamente minore si ebbe anche nel 1538) quando si formò il territorio collinare su cui poggia oggi la città di Sorrento. Se una eruzione analoga dovesse accadere oggi, l'Italia meridionale cesserebbe di esistere, mentre le nuvole di ceneri provocate dall'eruzione coprirebbero i raggi solari e abbasserebbero di conseguenza la temperatura di vaste aree del pianeta. L'intera Europa ne subirebbe le
conseguenze: coperta dalle nuvole di cenere, per il nostro continente si aprirebbe un'era di inverno perpetuo. Un team composto di studiosi e ricercatori inglesi sta lavorando sul posto per capire quante siano le possibilità che questa eruzione mostruosa possa davvero accadere. Negli ultimi trent'anni si è assistito a un fenomeno di continua sollevazione del suolo del zona dovuto ai fenomeni del cosiddetto bradisismo provocati dal vulcano sotterraneo; dalla fine del 1984 è iniziata una fase discendente. È da notare come nel biennio 1982-84 siano stati rilevati circa 10.000 terremoti, qualche centinaio avvertiti anche dalla popolazione. Per il professor Chris Kilburn, dell'università di Londra, da circa vent'anni residente a Napoli, questo fenomeno potrebbe durare ancora una sessantina d'anni, nel corso dei quali si potrebbe approfittare per studiare in modo esaustivo le possibilità di una futura esplosione dir magmatica. Come? Perforando il terreno e procedendo con gli studi sotterranei. Ma non tutti sono d'accordo: perforare una tale zona magmatica potrebbe risvegliare il "mostro" prima del tempo.
Se la possibile eruzione del supervulcano campano desta paura, ne desterà ancora di più sapere che sparsi per il mondo ce ne sono di anche più vasti e quindi in grado di eruzioni ancor più devastanti. Ad esempio quello sito nel parco di Yellowstone, Wyoming, negli Stati Uniti. Si tratta di una lunga serie di supercaldere, formatesi sopra il magma proveniente dal mantello della crosta. La successione delle caldere nel tempo fa vedere il movimento della placca nordamericana al di sopra del pennacchio da quando 15 milioni di anni fa incominciò l'attività: all'epoca il pennacchio era sotto l'odierno Idaho. Sempre negli Stati Uniti c'è la Long Valley Caldera, tra la California e il Nevada. Questa caldera ha causato, 760.000 anni fa, la produzione dei Bishop Tuffs, che raggiungono i 200 metri di spessore. La maggior parte degli altri supervulcani sono invece ben inquadrabili nel classico meccanismo dei vulcani di arco magmatico, in cui i magmi sono uno degli effetti della dinamica di due zolle che si scontrano: per esempio, il vulcano Toba, in Indonesia. Si calcola che 75.000 anni fa abbia emesso quasi 3.000 chilometri cubici di materiale lavico.

Wikileaks e il panico del Sistema

mercoledì 15 dicembre 2010
La vera notizia è la reazione alle "rivelazioni".

Non è che poi Wikileaks abbia fatto 'ste gran rivelazioni. Le cose che sono uscite più o meno si sapevano già prima: certo, a vederle tutte insieme il panorama è molto più desolante che a leggerle una per una: politici bestie, bombardamenti casuali, governi semimafiosi, guerre fatte per soldi e compìti diplomatici che ruttano fragorosamente ai pranzi ufficiali. E allora? Perché s'incazzano tanto?
Perché il senso di panico, a sentirsi sbattere le cose in faccia senza poterci far niente, ha fatto letteralmente impazzire tutti quanti. "L'ha detto la televisione", diceva una volta la gente, e quella la puoi controllare. Ma ora: "L'ha detto internet!". E qua, con tutto il potere, non ci puoi far niente.
La vera notizia allora è questa: il panico da ancient régime che ha travolto selvaggiamente tutti, dal non-occidentale Putin all'occidentalissima Clinton.
"Arrestatelo!", "Minaccia il mondo!", "Pena di morte!", "Fatelo fuori alla svelta!". Non sono i talebani a gridarlo o i mandarini cinesi, ma proprio i nostri civilissimi e acculturati parlamentari e ministri. La Svizzera, a un certo punto, ha addirittura sospeso i conti del povero Assange: non l'aveva fatto con Hitler, non lo fa coi mafiosi - lo fa con Wikileaks, cioè con internet, che evidentemente gli fa molta più paura.
Con il che, è detto tutto: se i banchieri svizzeri, cioè il cuore del cuore del - chiamiamolo così - Sistema hanno rinnegato se stessi, figuriamoci gli altri.
Il diritto di cronaca ufficialmente non esiste più e il giornalismo è fuorilegge. Non solo in Iran o in Cina ma proprio qui da noi, in America e Europa. E la libertà? E il liberismo? E chi se ne fotte.
Zoom sulla Sicilia, a Catania e Palermo, dove era già così da trent'anni (le inchieste su Ciancio indicano solo la cattiva coscienza in tempi complicati del Palazzo, non certo una qualunque voglia di cambiare): c'è democrazia in Sicilia? si può fare cronaca? si può parlare liberamente?
Va bene, non si può, rispondevamo fino a poco tempo fa: ma a Milano, ma a Roma, ma a Washington... Ecco: la novità è che si vanno catanesizzando Roma Milano e Washington, vanno abolendo l'informazione.
O almeno, questa sarebbe l'intenzione. Ma in realtà la gente è molto meno malleabile di prima, non perché più colta o più civile (anzi) ma perché ha a disposizione tecnologie che prima non aveva. Puoi impiccare Assange, ma internet chi lo impicca?
Tanti piccoli Assange (ma no, non personalizziamo: nell'internet non si usa) spunteranno, e in effetti già spuntano, dappertutto. E' la stessa tecnologia che li produce: dopo Gutenberg era solo questione di tempo perché venissero fuori tanti Luteri.
Va bene, lavoriamo per questo. Tranquillamente perché tanto il trend è questo e non c'è nessuna ragione di eccitarsi. Stampa batte amanuense, borghese batte vescono, Rete batte Sistema: prima o poi.
Pensare globalmente, agire localmente: è tornata ad uscire la Periferica e questa, nel nostro piccolo, è una delle tipiche buone notizie. Sta funzionando male la connessione Sicilia-Bologna e la Catania-Ragusa: questi, nel nostro piccolo, sono i nostri guai. E lavoriamo da gnomi, da formichine, senza una lira ma cantando allegramente come i Sette Nani, perché sappiamo benissimo che sono guai risolvibili mentre le buone notizie sono semi di alberi grandi, il cui frusciare, se tendete le orecchie, lo sentite già.
E' buffa la politica, sempre la stessa: liberali e borboni si contrastano, dentro e fuori il Circolo dei Civili, mentre in campagna e sui lontani monti i contadini... Due mondi lontanissimi, qualche volta s'incrociano, ma sfuggenti. E come si chiamano i contadini oggigiorno? Ricercatori disoccupati? Precari? Ragazze che in mancanza di meglio fanno il concorso per velina? Metalmeccanici? Tutti questi, e altri ancora. Nell'ottocento, del resto, non c'era solo l'Operaio Sfruttato: c'era anche il Coolie, il Professore, il Marinaio, l'Impiegatuccio, la Fioraia... E' complicato il mondo, ma lo era già prima.

Ricomposto il puzzle della Dance...

venerdì 10 dicembre 2010

Vuoi sapere chi ti ha osservato su Facebook?

venerdì 3 dicembre 2010
Alcune applicazioni promettono di farlo, ma spesso sono specchietti per allodole.

Facebook app chi ha visitato il profilo scam
I truffatori hanno un grande alleato: la curiosità patologicadegli utenti di Facebook (comune, peraltro, a quelle degli utenti di altri servizi).
Con il social network, però, le cose per gli scammer paiono essere ancora più facili: sembra infatti che il più grande desiderio di moltissimi e vanesi utenti sia sapere chi abbia visitato il loro profilo.
Sfruttando questa debolezza non tramontano mai le trappole che si annunciano con un messaggio del tipo "Non riesco a credere che funzioni davvero! Ora puoi vedere davvero chi ha visitato il tuo profilo" e propongono di installare un'app.
L'app in questione, poi, chiede il permesso di accedere a tutti i contenuti nonché di disporne a piacere. Se l'utente accetta, non solo non vedrà soddisfatta la propria curiosità circa i visitatori, ma avrà consegnato i propri dati a qualcuno di cui non sa nulla se non che ha intenzioni non propriamente trasparenti.


"Davvero volete che un perfetto sconosciuto possa inviarvi email, accedere ai vostri dati personali, e persino postare messaggi su qualunque pagina di Facebook che amministrate?" si chiede l'azienda di sicurezza Sophos, che cerca di mettere in guardia gli utenti da questo genere di pericoli.
L'ultima truffa basata su questo sistema ha già fatto cadere in trappola - i dati sono sempre di Sophos - 60.000 utenti, che si sarebbero salvati semplicemente evitando di cliccare su ogni app sconosciuta che promette funzioni esplicitamente rese impossibili da Facebook.