iOs 6 videopreview da Telefonino.net

sabato 30 giugno 2012

Huawei Ascend D quad

mercoledì 27 giugno 2012

Da liberista a statista

giovedì 31 maggio 2012

Dopo anni in cui Franco Bernabè ha rifiutato qualsiasi vincolo per Telecom Italia, oggi invoca l'aiuto e la protezione dello Stato.

Franco Bernabe
Franco Bernabè ha rifiutato per anni qualsiasi aiuto pubblico, negando che la sua Telecom Italia ne avesse bisogno.

Per anni l'ex amministratore delegato di Telecom ha sempre negato che l'azienda facesse troppo poco per cablare l'Italia, sostenendo che l'offerta di banda larga fosse perfettamente adeguata alla scarsità della domanda.

In tutto questo tempo, Bernabè ha sempre rifiutato di cooperare con gli altri gestori e ha lamentato un eccesso di regole e vincoli.
Oggi, dopo che in pochi giorni Telecom Italia ha perso il 20% del suo valore in Borsa, Bernabè in un'intervista al bravo Mucchetti del Corriere della Sera invoca l'aiuto dello Stato.
Il presidente esecutivo di Telecom Italia ammette oggi che in importanti distretti industriali del Paese non è ancora arrivata nemmeno l'Adsl e chiede al governo di fare qualcosa.

Secondo Bernabè, il governo dovrebbe bloccare il progetto Metroweb finanziato con i soldi pubblici della Cassa Depositi e Prestiti, per evitare che Telecom Italia, perdendo ancora in Borsa, sia fagocitata da grandi gruppi stranieri.
Da liberista a statalista, tutto in una notte

Effetto terremoto, via le password dal Wi-Fi in Emilia

mercoledì 30 maggio 2012


Numerosi sindaci dei comuni colpiti dal sisma invitano i cittadini a rendere accessibili le proprie reti wireless. Ci voleva il terremoto per una norma dettata dal buon senso?

terremoto emilia
Il Wi-Fi libero è un tabù. Più in Italia che nel resto del mondo. Fino poco più di un anno fa abbiamo dovuto sottostare al famigerato decreto Pisanu, che imponeva l'identificazione dell'utente che volesse connettersi a una rete Wi-Fi, con tanto di annotazione del documento di identità, con la scusa di voler identificare i terroristi (o erano i pedofili? non ricordo).

Anche oggi che la legge Pisanu è stata abolita, non è che le cose siano cambiate di molto. Un po' perché la burocrazia non è sparita completamente, un po' per l'abitudine, un po' per la paura che ci hanno instillato: "Se un pedofilo (o un terrorista o un qualsiasi altro mostro) accede a Internet dalla tua rete, ne risponderai tu personalmente". Ma a un indirizzo IP non corrisponde necessariamente una sola persona, e anche negli USA se ne stanno finalmente rendendo conto

Risultato? Praticamente zero reti Wi-Fi liberamente accessibili, nelle nostre città. A parte quelle "ufficiali", installate dai comuni per raccattare consenso elettorale, che però generalmente coprono non più di poche decine di metri quadri, anche in città come Milano o Roma. Poi ci sono quelle lasciate aperte per errore (subito ribattezzato come "imprudenza") e quelle di qualche libertario irriducibile, che lascia la propria rete Wi-Fi aperta di proposito, magari aderendo a progetti interessanti come quello dei Foneros: su Zeus News ne parlammo per la prima volta nel 2006, ma come potete vedere il progetto non è mai veramente decollato.
Altra conseguenza (o forse è una causa?), in Italia dettano legge le compagnie telefoniche mobili. Castrare il Wi-Fi vuol dire favorire la costosa comunicazione dati cellulare. Prima erano le tariffe esagerate, adesso sono i piani-dati venduti "a dispositivo" (iPad, smartphone, navigatore, ecc.) anziché "a persona".

Poi, stamattina, il terremoto in Emilia. Una seconda terribile scossa. E per la prima volta qualcuno comincia a svegliarsi. Vuoi vedere che è meglio se apriamo Internet a tutti? E così si diffonde il tam tam e i sindaci delle zone colpite invitano i propri cittadini ad aprire le reti Wi-Fi, in modo che tutti possano comunicare. Compresi i terroristi che passeranno da quelle parti (mica saranno tutti quanti a Brindisi, no?)
Nobile iniziativa, certo, dettata dall'emergenza. Ma attenzione, qualcuno potrebbe abituarsi e pretendere che rimanga in vigore anche quando si saranno calmate le acque.

Samsung Galaxy S3: Video Unboxing in Italiano

martedì 29 maggio 2012

WiFi Pineapple sniffa le password e molto altro

venerdì 18 maggio 2012

Un piccolo apparecchio permette di impadronirsi delle reti Wi-Fi quasi senza fatica.


Wi-Fi Pineapple è un piccolo apparecchio giunto ormai alla sua quarta incarnazione - infatti l'ultima versione si chiama Mark IV - in grado di mettere in ginocchio una rete Wi-Fi.
È infatti in grado di portare attacchi del tipo man-in-the-middle e permettere al proprio utente di intercettare il traffico, sottrarre le password e fare in pratica il bello e il cattivo tempo con le informazioni degli altri utenti della rete.
Per svolgere il proprio compito, Pineapple è attrezzato con un SoC Atheros AR9331 che lavora a 400 MHz, due porte Ethernet, connettività Wi-Fi 802.11b/g/n e una porta USB 2.0 che permette di collegarvi anche dei modem 3G o 4G.
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Wi-Fi Pineapple - dotato di interfaccia web per gestirne le funzioni - costa 90 dollari ed è in vendita su Hakshop.